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Le chat di WhatsApp diventeranno presto un romanzo, stampate e rilegate in un libro cartaceo “Memeoirs“. Il progetto è nato da una startup italiana e trasforma le conversazioni digitali in un libro da conservare e rileggere. L’idea nasce dall’esperienza Erasmus di un italiano, Giacomo Miceli, informatico, classe 1981, e dei compagni di studi, gli ingegneri portoghesi Frederico Rocha e Paulo Pinto. Tornati nei rispettivi Paesi d’origine dopo l’esperienza comune all’estero, si sono tenuti in contatto via mail e dopo alcuni anni hanno deciso di fare un libro con le proprie lettere. 

A quel punto hanno messo in piedi un servizio per poterne automatizzare la creazione. Incubato per 7 mesi a Santiago nell’ambito di Start-up Chile, il progetto è da quasi un anno a Techpeaks, incubatore di start up a Trento, dove è stata fondata la società. Sono partiti con le e-mail, stampando a dicembre scorso il millesimo libro, e pian piano hanno ampliato il servizio ai post di Facebook e da pochi giorni alle chat di WhatsApp.

Le garanzie sulla privacy dei messaggi sono massime: «Le informazioni che vengono condivise con Memeoirs hanno un ciclo di vita molto breve – sottolinea Miceli -. Vengono usate solo per la durata in cui servono per la creazione del libro e poi vengono cancellate. Nessun essere umano vedrà i messaggi personali e qualsiasi dato raccolto per fare un libro viene periodicamente cancellato». 

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