Le chiamano “vitamine amiche del cuore”, sarà vero?Ebbene sì! A quanto pare assumere più vitamina D aiuta a ridurre la pressione e quindi ci aiuta a contrastare alcuni rischi cardiaci.A condurre la sperimentazione sono stati i ricercatori dello Brigham and Women’s Hospital di Boston, pubblicandola su Hypertension.Non è una novità che le giuste vitamine aiutano sempre, soprattutto quando abbiamo delle carenze. Piuttosto che chiamare la vitamina D “amica del cuore” potremmo chiamare tutte le vitamine “amiche della vita”.Naturalmente, come ogni cosa, non bisogna mai esagerare. 

Contro il cuore sono due le vitamine che più di tutte ci aiutano:

  • la vitamina C ci aiuta contro le vasocostrizioni perché abbassa la pressione aumentando l’attività di sostanze che provocano vasodilatazione.
  • mentre la carenza di vitamina D fa alzare la pressione.

Ma dove possiamo trovare queste vitamine amiche del cuore?La vitamina C oltre che nei cibi come agrumi, spinaci, ribes nero, verdure a foglia scura, pomodori, kiwi, è possibile trovarla in quantità molto elevate in erboristeria nel succo di açai, una bacca amazzonica super vitaminica. La giusta dose sarebbe proprio un misurino di succo di açai al giorno.
La vitamina D è sintetizzata dall’organismo grazie alla luce solare ma è possibile trovarla anche nell’olio di fegato, nelle acciughe e nel burro.
Possiamo quindi assumerla mangiando ogni giorno una fetta di pane nero con un cucchiaino di burro e un filetto di acciuga. Anche una bella passeggiata al sole ogni giorno non può fare altro che bene.Ricordiamo inoltre che, è vero quindi che la vitamina D ci aiuta ad abbassare la tensione e che così può aiutarci in molti modi e che inoltre possiamo produrla grazie all’effetto della luce solare, ma è anche vero che se ci esponiamo al sole senza la giusta protezione cerchiamo di prevenire dei problemi causandone altri.Quindi, mi raccomando, usate sempre la giusta protezione quando siete esposti ai raggi solari.

Vitamina D è legata alla qualità del sonno ed al dolore

La vitamina D è una vitamina liposolubile che svolge molteplici funzioni ovvero favorisce l’assorbimento di calcio e fosforo a livello intestinale. Essa favorisce il riassorbimento di calcio a livello renale ed è coinvolta nei processi di mineralizzazione dell’osso.

Ma queste non sono le uniche funzioni svolte dalla vitamina D, la quale sembra essere correlata alla qualità del sonno e alla percezione del dolore. Una review di studi ha valutato i livelli di vitamina D nel sangue di individui che dormono poche ore al giorno ed in quei soggetti che avvertono dolore cronico come ad esempio i pazienti con fibromialgia.Dagli studi presi in esame è emerso che chi dorme poche ore al giorno ha livelli di vitamina D inferiori a 30 ng/ml, come ad esempio gli individui che dormono meno di 5 ore a notte.

Per quanto riguarda il dolore, invece, è stato visto che la somministrazione di vitamina D riduce il dolore in condizioni quali mialgia, artrite e dolore muscoloscheletrico cronico.

Qualità del sonno e vitamina D, quindi, si influenzano a vicenda ed insieme sono in grado di modificare la percezione del dolore. Inoltre la vitamina D è in grado di modulare il nostro sistema immunitario per cui è necessario avere livelli sierici ottimali di vitamina D per far sì che il nostro sistema immunitario funzioni al meglio.Le sorgenti di vitamina D sono essenzialmente due: l’alimentazione e la sintesi endogena. Gli alimenti che contengono vitamina D non sono molti, rientrano tra questi gli oli di alcuni pesci, il tuorlo d’uovo che ne contiene piccole quantità ed il latte, che viene spesso arricchito di questa vitamina.

La fonte principale di vitamina D è il sole, per questo motivo viene definita “vitamina del sole”; quando i raggi ultravioletti della luce solare colpiscono l’epidermide, il 7-deidrocolesterolo, viene trasformato in previtamina D e successivamente diventa vitamina D a causa della temperatura della cute.È ovvio che nei pazienti con dolore cronico sia la sintesi endogena che l’assunzione alimentare di vitamina D è insufficiente, per cui in questi casi è necessaria l’integrazione di vitamina D mediante specifici integratori.

Salute delle ossa: i benefici di calcio e vitamina D

“Il calcio fa bene alle ossa”, sin da quando eravamo piccoli ci siamo sentiti ripetere costantemente questa frase, e siamo cresciuti con tale convinzione. Non che sia errata ma, in realtà, il calcio da solo non è sufficiente per preservare la salute delle nostre ossa, ha infatti bisogno del sostegno della vitamina D.Questa vitamina è di fondamentale importanza per consentire l’assorbimento intestinale di calcio.

In condizioni di carenza di vitamina D, al fine di normalizzare i livelli di calcio nel sangue, il nostro organismo mette in moto dei sistemi di compenso a spese della mineralizzazione ossea, favorendo così il rischio di osteoporosi e fratture.Recenti studi hanno dimostrato che nel mondo ogni tre secondi si verifica una frattura dovuta alla fragilità osteoporotica a carico di femore, polso e vertebre, per un totale di 25 mila fratture al giorno e 9 milioni all’anno. Dati destinati a raggiungere cifre ben più alte col passare degli anni.

Da qui la necessità di avviare la prevenzione primaria dell’osteoporosi fin dall’infanzia con stili di vita ed alimentari corretti. Uno stile di vita sano, è risaputo, aiuta a mantenere in salute il nostro corpo, ossa comprese, per questo motivo è necessario eliminare abitudini nocive a favore di comportamenti più consoni.

Non fumare e praticare una regolare attività fisica sono al primo posto nella lotta contro l’osteoporosi. Il fumo, infatti, aumenta il rischio di osteoporosi e raddoppia le probabilità di fratture, oltre a favorire la comparsa di malattie cardiovascolari e di tumori. Per quanto riguarda l’attività fisica, invece, col passare degli anni dovrebbe aumentare piuttosto che diminuire, come di solito accade.

Non sono richiesti sforzi eccessivi: basta camminare invece di usare la macchina, fare le scale a piedi invece di prendere l’ascensore, occupare il tempo libero con un po’ di sport.Uno stile di vita sano deve però necessariamente comprendere anche un’alimentazione corretta ed equilibrata, incentrata, in questo caso, nell’assunzione di cibi ricchi di calcio e vitamina D. Sono da preferire alimenti come formaggi (freschi, a media e a lunga stagionatura), pesce azzurro, latte e yogurt (interi e magri), frutta secca (mandorle, noci, nocciole), uova, verdura (rucola, verza, broccoli, cavoli rape), fagioli, funghi, frutti di mare (cozze, vongole, ostriche).

Attenzione alle proteine e ai i cibi ricchi di ossalati

Le prime determinano maggiori perdite di calcio con le urine, divenendo così un fattore di rischio per l’osteoporosi; i secondi, tra cui troviamo gli spinaci (in grande quantità), rabarbaro, rape, legumi, prezzemolo, pomodori, uva, fichi, prugne, mandorle, cioccolato, caffè e tè, riducono l’assorbimento intestinale del calcio, per cui non si dovrebbe assumere la principale dose di calcio in unione a questi alimenti.

Oltre alla dieta, la vitamina D può essere assorbita anche in un altro modo: esponendosi al sole. Nella nostra pelle è infatti presente una provitamina, detta deidrocolesterolo, che attraverso la stimolazione dei raggi UV si trasforma in vitamina D

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