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Ebbene sì, la loro voglia di adottare stili di vita super salutari, di informarsi e di rispettare il pianeta, ci rende gelosi della loro fibra morale.

In cuor nostro sappiamo bene che lo stile di vita adottato dai vegani fa bene e farebbe bene anche a noi, al nostro corpo e anche alla nostra mente. Ma… dev’esserci un ma… non potremmo mai rinunciare a tutte le cose buone e dannatamente nocive che la nostra tavola ci offre da sempre.

Come faremmo senza quella brioche calda al mattino ripiena di crema o nutella? A rinunciare a quel piatto di timballo o di lasagna la domenica a pranzo? Non ce la faremmo mai!

E allora? La soluzione è semplice: quei vegani, quelli che pensano che tutto loro sanno e che la loro cucina è sempre meglio delle altre, bé, denigriamoli un po’!

Facciamoli passare per quelli che non sanno quello che fanno, per quelli che fanno tanti sacrifici inutili e sofferti, per quelli che mangiano cibo che non sa di niente, e consoliamoci con la nostra bella fetta di torta e con la nostra irrinunciabile cotoletta che per preoccuparsi per la salute c’è sempre tempo!

Ah l’invidia, che brutta bestia!

E come rispondono i vegani a tutta quest’invidia? Semplice, ci dicono che loro non sono quelli dai piatti senza gusto, e che tutti noi lo sappiamo bene, perché di tanto in tanto quel piatto vegano che ci fa leccare i baffi lo mangiamo.

Insomma, ci sono estremisti da entrambe le parti: i vegani super fanatici e i non-vegani pronti a puntare il dito e a definirsi migliori.

E la verità dove sta? Sta nel scegliere lo stile di vita che riteniamo possa andarci bene, nel sapere che nella vita tutto può essere e che il mangiatore più accanito di salsicce e bistecche potrà ritrovarsi un giorno a mangiare tōfu e cuscus e che l’invidia è meglio tenercela per noi.

 

Caterina Perilli

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