Il decreto legge sui vaccini approvato il 23 maggio dal Consiglio dei Ministri, in attesa di essere pubblicato in Gazzetta, stabilisce 12 vaccinazioni obbligatorie: antidifterica, antitetanica, antiepatite B, antipoliomielitica, antipertosse, anti Haemophilus influenzae di tipo B, antimeningococcica B, antimeningococcica C, antimorbillo, antiparotite, antirosolia ed antivaricella   

Le scuole, i medici, gli asili nido, ma soprattutto i genitori attendono il vademecum annunciato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

La vaccinazione dovrebbe essere, di regola, una scelta, non un obbligo, a meno che non si dichiari l’emergenza sanitaria per gravi rischi di epidemia.

Sono tante le domande che una madre ed un padre si pongono: riguardano gli effetti collaterali ed il perché di 12 vaccini obbligatori.

E’ stato mai sperimentato prima un programma di vaccinazione del genere?

A quanto pare no e, intanto, sia per questioni puramente mediche sia per la condizione di obbligatorietà che piace poco, alcuni medici sono stati radiati dall’Ordine, tante mamme no vax manifestano a sostegno anche di questi medici e si lanciano petizioni.

I medici no vax radiati dall’Ordine: Dario Miedico

L’ultimo in ordine cronologico ad essere stato radiato dall’Ordine dei Medici (di Milano) è Dario Miedico, epidemiologo firmatario di una lettera che esprime perplessità sui vaccini pediatrici, camice bianco attivo nel Comilva (Coordinamento del movimento per la libertà di vaccinazione).

Dario Miedico faceva parte dell’Ordine dei Medici da 51 anni, da 40 si occupa di vaccini.

Chiariamo bene la questione: Miedico non è contrario ai vaccini, ma all’obbligo della somministrazione, alla totale mancanza di libertà.

Una legge che impone 12 sieri è folle” ha commentato.

Riguardo alla spesso citata epidemia di morbillo ha risposto: “Sono numeri variabili e raccolti male. 800 malati di morbillo non sono un’epidemia”. Ha citato 800 casi anziché i 2.380 riportati da gennaio al 14 maggio 2017.

E’ un medico legale impegnato nelle cause legate alle conseguenze dei vaccini (autismo compreso). “Cause che, negli ultimi tre anni, ho perso per la campagna contraria a qualsiasi obiezione”.

I colleghi lo considerano un ciarlatano solo perché “non conoscono il problema dei vaccini”.

Farà ricorso per far ritirare il procedimento ma per ora non può: deve attendere le motivazioni, non ha ancora ricevuto indicazioni in merito.

Roberto Gava: il primo firmatario della lettera radiato dall’Ordine

Dei 153 firmatari di questa lettera, 17 sono esperti di Milano e saranno ascoltati dall’Ordine prossimamente per chiarire il livello di coinvolgimento.

Il primo firmatario è Roberto Gava, cardiologo già radiato mesi fa dall’Ordine di Treviso il quale ha già fatto ricorso.

Non si tratta di una lettera presentata di recente ma inviata nel mese di ottobre 2015 a Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità per avere risposte in merito alle sue “prese di posizione pubbliche” riguardo alle vaccinazioni pediatriche.

Questi medici sarebbero così pazzi da rischiare la loro carriera per niente o per complottismo?

Loro spiegano perché non sono d’accordo, mentre l’Ordine al momento non rilascia dichiarazioni ufficiali.

 

Perché il dottor Roberto Gava è no vax

Il dottor Roberto Gava, radiato dall’Ordine dei Medici di Treviso per essersi dichiarato contro la gran quantità di vaccini imposta per legge, spiega perché non è d’accordo facendoci conoscere più da vicino i vaccini.

Un bimbo di pochi mesi ha un sistema immunitario completamente immaturo, quindi fragile e facilmente soggetto a squilibri: oltretutto, oggi i bambini sono più deboli rispetto al passato per varie ragioni (maggiori trattamenti farmacologici sia alla madre che al neonato, ambiente inquinato, alimentazione sbilanciata, ecc.).

Se all’immaturità immunitaria del bambino aggiungiamo non uno ma vari vaccini inoculati insieme (25 antigeni vaccinali inclusi i richiami nei primi 15 mesi di vita), il rischio del bambino cresce a dismisura.

I neonati fortemente a rischio sono quelli nati prematuri, che hanno avuto una malattia acuta nei primi mesi di vita, che hanno assunto farmaci immunosoppressori (cortisonici, antibiotici), sottoposti ad interventi chirurgici, con alterazioni immunitarie, con genitori affetti da patologie immunitarie o metaboliche.

I vaccini impediscono ai bambini di entrare in contatto con germi importanti per rafforzare e far maturare il loro sistema immunitario. Non soltanto non proteggono i bambini dalle malattie virali e batteriche ma indeboliscono il sistema immunitario (specie nei 30-40 giorni successivi alla vaccinazione) e quindi sono più esposti alle malattie infettive rispetto ai bambini non vaccinati.

In particolare, il vaccino antitetanico ed antiepatite B sono inutili per un bimbo di pochi mesi perché, rispettivamente, non si arrampica sui reticolati e non ha rapporti sessuali.

Che dire poi del vaccino antipoliomielite o antidifterite?

L’Italia è stata certificata dall’Europa senza poliomielite dal 2002 e non ci sono casi di difterite nel nostro Paese come nel resto dell’Europa da decenni.

Cosa contengono i vaccini

Il dottor Roberto Gava continua dicendo che vaccini frequenti e multipli stimolano eccessivamente certi neuroni portando al rilascio di vari elementi tossici (citochine, radicali liberi, chemochine) che compromettono e danneggiano le cellule cerebrali, le loro connessioni sinaptiche.

Questa iper stimolazione è la prima responsabile di cerebropatie, sindrome autistica, ADHD (disturbo da deficit di attenzione con iperattività).

Cosa contengono i vaccini?

I vaccini possono contenere componenti tossicologici come: batteri, virus vivi o morti, parti di DNA, formaldeide, tossine, mercurio, fenolo, alluminio, prioni, fenossietanolo e chissà che altro. Germi contaminanti?

Come facciamo a sapere in anticipo quanto è robusto e quanto è debole un bambino?

Si potrebbe fare un esame del sangue per scoprirlo ma questo esame non viene eseguito.

Se è debole un vaccino può creare squilibri al suo sistema immunitario e causare qualsiasi patologia.

 

Genitori e Moige contro i vaccini

Dario Miedico, epidemiologo che si è rifiutato di compiere vaccinazioni obbligatorie e radiato per questo dall’Ordine dei Medici, è stato sostenuto sabato a Milano da una piccola manifestazione di mamme no vax dove un particolare striscione paragonava il decreto sull’obbligo dei vaccini alle leggi naziste.

La percentuale di genitori che si battono contro la legge sull’obbligo dei vaccini sale, tanto da minacciare di ritirare i figli dalle scuole.

Lo fanno perché secondo loro le vaccinazioni sono nocive e, oltretutto, nei Paesi esteri dove non esiste alcun obbligo, le coperture sono decisamente più elevate.

Moige (Movimento italiano genitori) dice no ai vaccini e dice perché: il decreto è in controtendenza con i protocolli europei che, riguardo alla prevenzione vaccinale raccomandano informazione, garanzie e coinvolgimento democratico di tutti gli attori.

Il decreto è incostituzionale perché, approfittando del picco epidemiologico sul morbillo, introduce l’obbligo di altri vaccini che non hanno un quadro epidemiologico così necessario ed urgente.

 

Petizioni online contro il decreto

Per protestare contro il decreto approvato sui vaccini, mamme, genitori e singoli cittadini non scendono solo in piazza ma organizzano petizioni online per chiederne l’abolizione in base all’art. 32 della Costituzione (la Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività) ed in base all’art. 13 (che è contro la restrizione della libertà personale).

I vaccini secondo le petizioni lanciate finora sono considerati tossici, dannosi per il nostro sistema immunitario.

In una di queste petizioni si legge: “Il vaccino non è un allenamento all’immunità ma destabilizza la base stessa del sistema immunitario, nervoso centrale e gastrointestinale che agli stimoli innaturali dei vaccini rispondono in maniera allergica ed illogica”.

Il decreto viene bocciato come  “palesemente incostituzionale” anche dal Codacons secondo cui l’estensione dei vaccini è un “regalo alla case farmaceutiche” che mette a rischio la salute dei bambini con una dose massiccia forzata di vaccini senza la possibilità di una diagnostica prevaccinale.

Ciò che si teme è un aumento delle reazioni avverse (nel 2013 sono state 1.343 di cui 141 gravi).

Un collasso delle Asl, costi per il Sistema Sanitario Nazionale elevatissimi sono altre due conseguenze certe.

Il Codacons farà ricorso al Tar invitando all’obiezione di coscienza genitori e medici.

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