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Tac spirale e un esame del sangue che potrebbe presto diventare il test chiave, limitando la Tac a controprova: la mortalità per il tumore al polmone già da oggi può essere dimezzata. Il merito è delle diagnosi precoci della malattia nei soggetti a rischio, la maggior parte grandi fumatori.

Negli Stati Uniti è stata valutata questa via su 50mila soggetti a rischio per tre anni. Ora codificata nelle linee guida dell’American cancer society emanate pochi giorni fa.

In Italia,  la scommessa è partita nel 2000 come spesso è accaduto nella storia della lotta al tumore degli ultimi cinquant’anni, con lo zampino di Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano. Nel 2000 lo studio pilota, nel 2004 il primo Cosmos che ha seguito 5.200 fumatori e oggi Cosmos II aperto a 10 mila volontari per individuare i frammenti di Rna tumorali circolanti nel sangue, segnale dell’avvio di un tumore e non della sua proliferazione .

I fondi per questi studi sono della Fondazione Umberto Veronesi e dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc).

cura polmoni

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