CONDIVIDI

Sul tumore al seno ci sarebbe tanto da dire ma partiamo con ordine: Yogurt e Fibre riducono il rischio di carcinoma polmonare. Il rischio diminuisce del 17% in persone che consumano molte fibre, del 15% per chi consuma anche piccole quantità di yogurt e sale al 19% per consumi maggiori di yogurt al giorno ( circa 70g).

Se si associano fibre e yogurt l’effetto sinergico del prebiotico e probiotico diminuisce il rischio di carcinoma del polmone del 33%. Association of Dietary Fiber and Yogurt Consumption With Lung Cancer Risk: A Pooled Analysis Yang JJ. Et al. JAMA Oncol., 2019. 

No alle bevande zuccherate. ogni 100 ml al giorno un aumento del rischio (1,22 HR) di tumore al seno
Il nuovo studio NutriNet-Santé di nuovo pone attenzione al consumo di zuccheri. Un aumento del rischio non è malattia certa,
tuttavia ogni giorno siamo esposti a vari rischi: per il tumore al seno, un ruolo importante lo svolgono anche gli interferenti endocrini,
ad esempio molti pesticidi o metalli pesanti come il cadmio sono noti interferenti endocrini.

Non a caso sempre nella coorte Nutrinet santè
è emerso che mangiare alimenti biologici riduce il rischio di tumore mammario post-menopausa .

 Due associazioni importanti per una patologia che complessivamente, colpisce 1 donna su 8 in Italia
ci devono indurre a riflettere che esistono fattori di rischio modificabili. E’ pertanto ribadita l’importanza di programmi di educazione nutrizionale adeguati oltre ad adeguate politiche che implementino l’agricoltura sostenibile (estratto da un post fb della dott.ssa nutrizionista Renata Alleva)

Mangiare vegano aiuta?

Mangiare vegano non significa mangiare senza zuccheri, ed i FATTORI DI RISCHIO MODIFICABILI non sono tutti causa sono fattori di rischio. E’ possibile che una personamangi BIo ma fuma, che è un fattore di rischio importante, oppure beve alcool che è un altro fattore di rischio importante. Cammilleri fumava, ed è morto a 92 anni, non per questo il fumo fa bene, ma se dobbiamo guardare gli studi il fumo è un importante fattore di rischio, ma la genetica in parte conta come conte quanti sono i fattori di rischio cumulativi.

Tumore al seno sintomi

Il tumore al seno è un cancro di natura maligna che si sviluppa a partire dalle cellule della mammella. È una malattia che colpisce soprattutto le donne, ma in alcuni casi anche gli uomini.
Le cause che inducono le cellule a diventare cancerose non sono ancora esattamente note. Questi sono i sintomi principali:

– presenza di uno o più noduli mammari: solitamente un nodulo mammario cancerogeno è duro e indolore e presenta bordi irregolari. È fondamentale tenere sotto osservazione tutti i noduli, specialmente quelli di nuova formazione, recandosi da un medico specialista;

gonfiore del seno o di una parte del seno, anche senza avvertire noduli alla palpazione;

– dolore al capezzolo o al seno;

– pelle del seno irritata o increspata: questo può causare prurito;

– capezzolo retratto, ovvero ritirato su se stesso;

– capezzolo o pelle del seno arrossati o ispessiti;

– capezzolo morbido;

– produzione di una secrezione differente dal latte materno;

– dimensioni e forma del seno che cambiano.

È buona norma che le donne consultino sempre il proprio medico ogni qual volta credono di riscontrare uno o più di questi sintomi, a cominciare dal comune dolore al seno che, il più delle volte, non è indice di un tumore. Tuttavia resta fondamentale il consulto medico per una corretta diagnosi.

Francia: Morte per la cura del tumore al seno

A seguito di morti sospette in Francia, è stata aperta un’inchiesta dall’Agenzia Nazionale di Sicurezza dei Farmaci (ANSM) su certi farmaci contenenti il docetaxel . Si tratta di una sostanza impiegata per il trattamento di alcune forme di cancro, tra cui tumore al seno.
L’agenzia ha inviato agli oncologi una lettera dove si specifica l’avvio dell’indagine di farmacovigilanza su tutti i prodotti che contengono docetaxel.

La lettera dell’ANSM aveva evidenziato 5 decessi mentre il quotidiano Le Figaro. Denunciando il caso aveva riportato 7 decessi rivelati da fonti mediche (l’ultimo caso proveniente dall’Istituto Curie).
Tra agosto-settembre 2016 e febbraio 2017, sono morte 7 donne che hanno assunto questa medicina per curare un tumore al seno: le morti sono dovute ad enterocolite da neutropenia.
All’apertura dell’inchiesta non è seguita la sospensione di questo farmaco anti-cancro. Il motivo è che c’è “assenza di elementi complementari di investigazione” sufficienti per stabilire il rapporto beneficio-rischio di questo trattamento per il tumore al seno.
L’inchiesta ha una scadenza, il 28 marzo, data in cui verranno rivelati i risultati.

Lotta contro il tumore al seno: docetaxel & C.

Il farmaco docetaxel è, da tempo, stato autorizzato dai maggiori centri di lotta contro il tumore al seno ed altre forme di cancro. Da solo, copre il 50% del mercato farmaceutico.
L’ANSM segnala un’altra importante molecola da assumere in alternativa a docetaxel, il paclitaxel.
Il farmaco messo sotto inchiesta sospettato di essere il responsabile dei decessi potrebbe avere un effetto collaterale grave: l’enterocolite, un’infiammazione che coinvolge contemporaneamente colon e intestino tenue. Le donne vittime di enterocolite trattate con docetaxel per la cura del cancro al seno hanno pagato con la morte l’effetto indesiderato più frequente di questo farmaco: la neutropenia.

La contestazione dell’ANSM

Il trattamento per il tumore al seno a base di docetaxel deve essere soggetto ad un’accurata sorveglianza delle analisi del sangue per tenere sotto controllo i rischi di complicanze. Ciò che contesta l’agenzia è che, in realtà, non viene formulata alcuna raccomandazione agli oncologi per lo stesso motivo che non permette di sospendere il farmaco: assenza di elementi complementari d’indagine che possano determinare il beneficio-rischio nel trattamento del tumore al seno.Mentre il docetaxel viene messo sotto inchiesta, viene diffusa la notizia di una nuova terapia, più efficace, per la cura del tumore al seno: la IORT, una potentissima radioterapia intraoperatoria che consente alle pazienti di soffrire meno gli effetti collaterali devastanti della terapia tradizionale.
Dura 30 minuti e va eseguita durante l’intervento chirurgico per operare il carcinoma alla mammella, mentre la paziente è in anestesia. Una singola ‘dose’ di IORT può far ‘risparmiare’ alle pazienti fino a 6 settimane di trattamento tradizionale devastante. A riportare la notizia sono gli esperti della sanità britannica NHS.
La terapia IORT potrebbe non essere, però, efficace in tutti i casi di neoplasie e per le donne al di sotto dei 50 anni. E’ certo, però, che le pazienti sottoposte a questo trattamento hanno subito effetti collaterali decisamente più sopportabili.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.