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Trombofilia: cause e rischi

Con il termine trombofilia si indica una condizione in cui il sangue si coagula con eccessiva velocità o i coaguli (o trombi) non si dissolvono normalmente. Tale disturbo può essere dovuto a molteplici cause, sia di tipo acquisito che ereditario. Le prime sono più diffuse delle seconde.

Si parla di trombofilia acquisita quando il disturbo è dovuto a un’altra patologia o ad altri fattori esterni. L’aterosclerosi, l’obesità, il fumo e l’immobilità prolungata sono alcune delle cause dell’ipercoagulazione.

La trombofilia genetica, invece, è causata da un’anomalia genetica, solitamente riscontrata a livello delle proteine necessarie per la coagulazione, ma può riguardare anche le sostanze che rallentano la formazione dei coaguli o li dissolvono.

Le due tipologie di cause non sono direttamente collegate, ma possono coesistere in una stessa persona, rendendola così un soggetto particolarmente a rischio.

Sono svariate le malattie che possono alterare la coagulazione del sangue o impedire la corretta dissoluzione dei coaguli. Tra queste possiamo citare: sindrome da anticorpi antifosfolipidi, patologie del midollo osseo (come policitemia vera e trombocitosi), aterosclerosi, vasculite (disturbo che causa l’infiammazione dei vasi sanguigni), diabete, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale, sindrome metabolica.

Altri fattori determinanti sono: sovrappeso e obesità, fumo, eccesso di omocisteina (amminoacido connesso a un forte rischio di patologie vascolari), gravidanza, HIV e terapie anti-HIV, disidratazione, trapianto di organi e impianto di dispositivi come il catetere venoso centrale.

La gravità della prognosi è strettamente connessa alla natura delle cause. Problemi di coagulazione, in alcuni casi, possono essere risolti attraverso la somministrazione di specifici farmaci. In altri, invece, i coaguli o trombi possono rappresentare un rischio per la vita dei pazienti.

I trombi, infatti, possono formarsi o spostarsi nelle arterie o nelle vene del cervello, del cuore, dei reni, dei polmoni e degli arti, limitando o bloccando completamente la circolazione, con conseguenze che possono portare anche al decesso del paziente.

In legame alla localizzazione dei trombi è possibile che si verifichino: ictus, infarti, problemi ai reni e insufficienza renale, embolia polmonare, trombosi venosa profonda.

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