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Senti che la tua tiroide potrebbe funzionare male? Vediamo di capire quali sintomi puoi avvertire. Partiamo con il precisare che la la tiroide è una piccola ghiandola endocrina, a forma di farfalla, che si trova nella parte anteriore del collo .

La tiroide ha diametro trasversale di circa 5 cm . I lobi ovvero le due parti della ghiandola, sono connesse nella parte centrale (detta istmo), che conferisce alla tiroide la forma di un cravattino/farfallina .

Essa solitamente nasce funzionante in ognuno di noi, ma per alcuni motivi ( talvolta sconosciuti), può ammalarsi.

Nel corso della vita, infatti, il nostro organismo può cambiare , cambia il nostro stile di vita, si dorme meno o siamo sommersi dalle preoccupazioni. Tutto questo influisce sulla psiche di ognuno di noi e la psiche infulisce sul corpo.

Tiroidite causata da stress ed emozioni negative

Interessante , in merito alla psicosomatica, è uno studio pubblicato nell’anno 2000 sulla rivista Circulation. Tale studio è stato effettuato su 12986 individui di mezz’età ed ha dimostrato che soggetti che manifestavano la rabbia in maniera più intensa avevano una probabilità due volte maggiore di sviluppare malattie coronariche e tre volte maggiore di sviluppare infarti, rispetto ai soggetti con una manifestazione più moderata della rabbia.

Questo esempio vale solo per le malattie cardiovascolari? No. Pare infatti che stress ed emozioni negative impattino molto sul funzionamento della ghiandola endocrina ;quando ti senti stressato, da un punto di vista emotivo, psicologico o fisico, l’ipotalamo rilascia CRH che va a stimolare l’ipofisi a produrre ACTH che corre verso le ghiandole surrenali portando un segnale di allerta.

Tutto questo stimola la produzione di cortisolo, adrenalina, noradrenalina, dopamina. Ricordiamo che l’ormone principale coinvolto nello stress e nel malfunzionamento tiroideo è proprio il cortisolo prodotto in eccesso.

Tiroide e stress possono portare ad un mix esposivo ed incorrere in seri problemi di salute; lo stress protratto per molto tempo (magari derivante dal lavoro o dalla sfera affettiva) è una condizione che può causare numerosi disturbi, come la formazione di noduli alla tiroide.

Tiroide: i valori di TSH, T3 e T4

Per capire se si soffre di tiroidite (quindi accertarsi se la tiroide funziona male) bisogna controllare , attraverso l’esame del sangue,i valori del TSH, T3 e T4.

Il TSH ,chiamato tecnicamente tireotropina, rappresenta quella sostanza prodotta dall’ipofisi anteriore che agisce sul funzionamento della ghiandola tiroidea (la famosa farfalla). Il TSH regola i due ormoni , T3 e T4.

Gli ormoni tiroidei hanno la caratteristica di essere iodati: ognuno di essi, cioè, contiene atomi di iodio . Lo iodio risulta l’elemento fondamentale per un regolare funzionamento della tiroide.

Se dalle analisi emerge un valore basso di TSH, mentre quelli del T3 e T4 si presentano alti è molto probabile che vi sia ipertiroidismo (tiroide che funziona troppo).Si parla di ipotiroidismo invece, nel momento in cui l’ormone tiroideo è alto e il T3 e il T4 sono bassi.

Tutto questo si può valutare SOLO con l’analisi del sangue che potete facilmente farvi prescrivere dal vostro medico curante. L’esame per valutare il dosaggio degli ormoni ne sangue si chiama “ESAME DI DOSAGGIO ORMONALE”

Tiroidite sintomi e cura

Se non vi siete ancora sottoposti all’esame del sangue, potete stare attenti ad alcuni sintomi che vi possono far pensare che la vostra tiroide ha iniziato a funzionare male.

Tra i principali sintomi avvertiti c’è la stanchezza cronica e il senso di confusione. Se vi sentite deboli, stanchi e svogliati potreste sospettare che la vostra tiroide non funzioni bene. Potreste soffrire di ipotiroidismo, ovvero quando la tiroide inzia a funzionare poco o ipertirodismo , quando la farfallina funziona troppo.

Sintomi principali ipotiroidismo:

  • Sentirsi affaticati
  • Sentire freddo
  • aumento di peso,
  • stitichezza,
  • depressione,
  • confusione mentale
  • dolori muscolari e debolezza,
  • crampi muscolari

Sintomi Principali di Ipertiroidismo

  • perdita di peso.
  • stanchezza e debolezza muscolare.
  • stati d’ansia e nervosismo.
  • battito cardiaco accelerato.
  • Avvertire caldo.
  • sudorazione eccessiva
  • perdita di peso e aumento dell’appetito.

Le analisi vanno fatte visionare al proprio medico di famiglia che, in caso di malfunzionamento, vi prescriverà la cura adatta. In caso di ipotiroidismo, solitamente la pillola che si assume è l eutirox o Ibisa. Alcuni medici specialisti prescrivono anche la tiroide secca .

In caso di ipertiroidismo , il farmaco Tapazole

Tiroidite alimentazione e cibi da evitare

Se si soffre di tiroidite temporanea o cronica ( detta tiroidite di hashimoto) bisogna seguire un’alimentazione controllata dove sarà limitata l’assunzione di alcuni cibi. Si sconsiglia, infatti, dimangiare in abbondanza le crocifere e si consiglia di eliminare totalmente la soya. Questi alimenti interferiscono sul normale funzionamento della ghiandola tiroidea e potrebbero inoltre inibire l’ efficacia del farmaco assunto.

C’è però un elemento fondamentale per regolare il funzionamento della tiroide, lo iodio”, quindi un uso regolare di sale iodato attraverso alimenti ricchi di iodio quali pesce di mare, alghe , crostacei .

Si consiglia di inserire nella propria alimentazione soprattutto carote, peperone rosso, patate dolci, verdure a foglia, avocado. Sono molto utili anche i semi di girasole, di sesamo, di zucca, di lino.

Integratori per sentirsi meglio

Oltre all’alimentazione adeguata, per contrastare i sintomi derivanti dal mal funzionamento è consigliabile assumere gli integratori. Per contrastare nervosismo e stanchezza magnesio e potassio andrebbero assunti giornalmente. Il magnesio va assunto a 6 ore di distanza dall’Eutirox per evitare che la pillola stessa riduca la propria efficacia.

Chi soffre di tiroidite di Hashimoto spesso necessita di vitamina D, B12 e Ferro. Chiedete al vostro medico di prescrivervi le analisi idonee a valutare se tutto è nella norma.

Un’attenzione particolare va allo zinco. Lo zinco è un oligoelemento coinvolto in diverse reazioni chimiche che avvengono nel nostro organismo, per cui risulta indispensabile ed una sua carenza può provocare conseguenze sia a livello intestinale che tiroideo come appunto dimostrano alcuni studi scientifici.

Infatti, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry, una dieta povera di zinco può rendere l’intestino più sensibile alle infiammazioni, con particolare riferimentoal morbo di Crohon

La carenza dell’oligoelemento conduce la cellula a morte cellullare programmata, alterando la segnalazione attivata dal TNFα, mentre l’integrazione di zinco migliora la permeabilità intestinale e l’infiammazione.

Lo zinco è anche coinvolto nei meccanismi di regolazione dell’asse tiroideo, infatti, una sua carenza provoca un deficit di trasformazione di T4 in T3 ed una mancata responsività dei recettori tiroidei delle cellule periferiche. Inoltre, studi dimostrano come il deficit di zinco possa indurre una maggiore espressione dell’enzima tiroxina-5′-monodeiodinasi, che inattiva l’ormone tiroideo.

Come porre rimedio alla carenza di zinco

Tramite delle buoneabitudini alimentari che includono alimenti quali il fegato, la carne di manzo, le ostriche, i crostacei, i gamberoni, i semi di zucca, il lievito di birra ed il formaggio, alimenti più ricchi di zinco; oppure, se il deficit non può essere colmato soltanto tramite l’alimentazione, si deve ricorrere agli integratori di zinco, prestando attenzione alle concentrazioni di rame, poiché l’assorbimento di entrambi i minerali dipende dallo stesso carrier intestinale, e alla quantità di istamina presente nell’organismo, poiché lo zinco è un cofattore degli enzimi Diamino Ossigenasi (DAO) e Istamina-N-metiltransferasi che la smaltiscono.

Per valutarne la carenza si utilizza solitamente il mineralogramma , che è in grado di fornire un quadro generale dei minerali carenti ed in eccesso; in seguito si valuterà se necessario assumere degli integratori, oppure se incrementare soltanto l’assunzione di zinco tramite la dieta.

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