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Chi soffre di tiroidite lo sa bene: perdere peso sembra impossibile! In realità niente è impossibile se ci mettiamo d’impegno e seguiamo alcuni consigli utili. Partiamo dal presupposto che chi soffre di ipotiroidismo tende a gonfiarsi e , mani , collo e pancia sono i veri punti dolenti . Le tiroiditi tendono a rallentare il nostro metabolismo basale e lentamente aumenta il nostro peso nel corso degli anni. Ciò che aumenta è soprattuto la ritenzione idrica che ci fa sentire come dei palloni. Cosa fare dunque per perdere peso?

Dieta ricca di vitamine, fibre , proteine e meno caroidrati

Per mantenere la linea, non è sempre necessario ricorrere a diete, che se forzate non daranno i risultati sperati. Bastano piccoli accorgimenti per evitare i chili in più. Sapevi che il gonfiore è dato soprattutto dall’ingerimento di carboidrati complessi come pasta, pane e pizza? Cerca di limitarli tantissimo (assumi pasta solo una volta a settimana e pane/pizza ogni due) , vedrai che inizierai a sgonfiarti. Attenzione , però: non eliminare del tutto dalla tua dieta i carboidrati! Puoi assumerli sottoforma di cereali la mattina , ad esempio. Tra i cereali consigliatissimi sono l’avena che ti da il giusto senso di sazietà e ha pochissime calorie. Mangia carne magra e pesce 3 volte a settimana e vedrai che la pancia si sgonfierà. Ovviamente non assumere dolci e limita il consumo di caffeina.

Attività fisica moderata

Sfrutta tutte le occasioni per muoverti! Ad esempio fare scale a piedi, scendere dal bus una fermata prima , una passeggiata nel parco, tutte situazioni che ci permettono di agevolare la nostra dinamicità.

Scatenati in discoteca. Un’ora di ballo equivale a quaranta minuti di cyclette o jogging, e toglie  circa 200 calorie.Con il ballo è latino-americano, le calorie arrivano a 400.

Se non hai tempo, fai almeno una passeggiata di 20 minuti al giorno , tutti i giorni. Muoversi è davvero importante per stimolare il metabolismo pigro e per attivare la circolazione.  

Magnesio e Potassio contro i sintomi della tiroidite

Un piccolo accenno va fatto a questi due integratori. Il magnesio ed il potassio sono utilissimi per contrastare i sintomi che la tiroidite spesso manifesta quali : poca concentrazione, stanchezza, apatia e sconforno. Dovete sapere che il magnesio aiuta tantissimo ad eliminare la nebbia mentale ed il potassio ci da la giusta carica per affrontare la giornata. Fai le analisi del dosaggio ormonale tiroideo almeno una volta ogni 6 mesi ed evita cibi che possono alterare il funzionamento della tiroide quali soia e crucifere.
Perdi peso con consigli semplici

Preferisci docce fresche.

 Indirizzando il getto prima verso i piedi, per poi risalire.

E’ un’ottima abitudine per stimolare la circolazione e sopportare meglio il freddo.

Via libera ad un’alimentazione ricca di vegetali e leggera.

Bresaola e i peperoni stimolano il metabolismo, mentre l’ananas contiene l’enzima bromelina, che aiuta a smaltire i grassi.

Concediti un premio.

Compra quell’indumento che ci piace tanto e scatta una bella foto.

Sarà un buon promemoria da tenere sempre a portata di mano.

Tiroidite di Hashimoto : il punto di vista del malato
Ecco un’interessante opinione scitta da una persona affetta (su un gruppo facebook dedicato) da tiroidite di hashimoto ” La prima cosa che succede nel nostro organismo è che il sistema immunitario comincia a fare una cosa sbagliata e cioè produrre degli anticorpi che attaccano alcune parti della tiroide. Sì chiamano perciò autoanticorpi e quelli più frequenti nella malattia sono gli antitireoperossidasi (da qui TPO) che attaccano questo enzima, la tireoperossidasi, che la tiroide produce e usa per creare il suo ormone. La seconda cosa quindi è il continuo bombardamento di autoanticorpi che colpisce in continuazione la tiroide. Questa reagisce allargandosi, infiammandosi e producendo meno ormone (a volte capita che delle cellule della tiroide muoiano tutte assieme e quindi rilascino di colpo gli ormoni causando un transitorio stato di ipertiroidismo). Producendo la tiroide meno ormone il nostro organismo comincia a soffrire metabolicamente, a livello di ossa, muscoli, energia delle cellule e ritenzione idrica. Stanchezza, debolezza, gonfiore, sono i sintomi più classici da scompenso tiroideo. A quel punto si fanno analisi del sangue dove si scopre che la tiroide produce meno T4. Si misura anche il T3 che è l’ormone creato dalle cellule dell’organismo dal T4 ed è l’ormone attivo veramente. Sì misura il TSH che è l’ormone rilasciato dall’ipofisi quando vede che T3 e/o T4 sono carenti. E infine si misurano gli anticorpi. Visto lo stato più o meno alterato della tiroide si decide di aiutarla ingerendo dosi di T4 che la ghiandola sotto attacco non riesce a produrre più come prima. Se l’organismo è anche incapace di convertire abbastanza T4 in T3 (cosa piuttosto rara e non legata alla malattia di Hashimoto) si prende anche o solo la T3 per bocca. Dopo di che se si riesce a trovare la dose giusta la stanchezza muscolare e mentale e la ritenzione idrica passano. Ma l’infiammazione continua! Questo perché gli anticorpi continuano a bombardare la tiroide, che reagisce. E quindi questa infiammazione causa come qualsiasi infiammazione dolori e disturbi agli organi colpiti. Deglutizione dolorosa, raucedine, sono tipicamente causati dall’infiammazione del tessuto adiacente alla tiroide. Ma non c’è attualmente una cura verificata che possa fare diminuire o cessare la produzione di autoanticorpi. Speriamo nel futuro. Inoltre attualmente, anche se si trovasse una cura per la produzione degli autoanticorpi dannosi, il danno preesistente alla ghiandola non è reversibile. La tiroide è naturalmente capace di funzionare anche se più del 90% del tessuto è danneggiato, comunque, quindi sarebbe una buona cosa stoppare gli autoanticorpi. Questa sarebbe la fine della vicenda. Ma tutti noi malati siamo solo nella fase compensativa, prendiamo l’ormone che la tiroide non produce più a sufficienza. Oppure aspettiamo che la tiroide cominci a perdere colpi, per poi prendere l’ormone. Nessuno di noi può entrare nella fase di sopressione dell’attacco antitiroide perché non c’è nulla di disponibile. Su Internet si trovano sitarelli che permettono cose mirabolanti ma è tutta roba più fantasiosa che reale. Ognuno è libero di scegliere. Ma chi sceglie la scienza medica deve purtroppo rassegnarsi a aspettare che essa cerchi e scopra una cura per la soppressione dell’autoattacco. E una cura per la tiroide danneggiata. A questo fine mi chiedevo come mai non si parli su internet della risoluzione di questi due aspetti della malattia, la produzione di dannosi autoanticorpi e l’infiammazione conseguente della tiroide. Esistono associazioni di malati tiroidei ma in nessuna ho trovato discorsi su questo. Forse sarebbe ora di metterci insieme e pubblicizzare la necessità di studiare questi due aspetti della malattia, perché per tanti, me compreso, la sola assunzione compensativa di T4 non è abbastanza per stare bene.”  

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