Anticipo Tfr: ecco come funziona

Tfr (il trattamento di fine rapporto, detto anche liquidazione) nella busta paga dei lavoratori che lo richiederanno: è l’idea a cui sta lavorando il Governo.

“Mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del Tfr andassero subito in busta paga”, ha dichiarato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Secondo quanto ipotizzato dai tecnici di Palazzo Chigi, l’impiego di tali risorse non sempre utilizzate al meglio darebbero un grosso impulso ai consumi “Effetti positivi vi sarebbero su redditi, consumi e finanza pubblica.”

In questo modo il premier vorrebbe doppiare l’iniziativa degli 80 euro, ma le differenze e le polemiche non mancano.

Per le casse dello Stato di prospettano nuove entrate che vanno da un minimo di 1,7 miliardi a un massimo di 5,6 miliardi, risorse che potrebbero essere utilizzate per ridurre il costo del lavoro per le piccole imprese, con l’obbiettivo di incentivare investimenti e occupazione.

Il fulcro della proposta è rappresentata dalla volontarietà: saranno i lavoratori (pubblici e privati) a scegliere se ricevere il Tfr maturato nell’anno precedente. Flessibile anche la modalità dell’anticipo: tutto l’ammontare in un’unica tranche (a febbraio) o dividerlo nei dodici mesi.

Per quanto riguarda le aziende, invece, non cambierà pressoché nulla “continuano ad operare come oggi senza alcuna modifica né nei loro costi né nell’esborso finanziario, versando il Tfr all’Inps (le imprese con più di 50 addetti), o versandolo ad un fondo integrativo, o seguitandolo ad accantonare in bilancio (imprese con meno di 50 addetti)”, si legge nella nota.

L’erogazione, infatti, verrebbe finanziata da un apposito “Fondo anticipo Tfr” (Fatfr) costituito dalle banche e dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp), oppure solo dalle banche previo accordo con l’Abi (Associazione degli istituti di credito).

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