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Salve a tutti, mi chiamo Teo Mammucari, Mam-mu-cari, con una sola ‘c’. Capito?”

Così si presenta al pubblico il conduttore televisivo, attore e cantante italiano iscritto all’anagrafe come Teodoro Mammucari, nato a Roma il 12 agosto 1964.

La sua carriera lo vede passare dai localini di cabaret della periferia romana alla televisione, dagli sketch teatrali alle maggiori sale italiane ed alla musica. E’ istrionico, irriverente, fulminante, imprevedibile.

Teo Mammucari si impone al piccolo e grande pubblico per ciò che è: un istrione irriverente.

Nessuno meglio di lui ha saputo definirsi con questa frase:

Faccio satira comica, non sono cattivo, non attacco mai personalmente. Io scherzo. Non sono né un bastardo né un santo. Tra l’A e la Z ci sono tante lettere in mezzo. Sono irriverente, è il mio modo di essere”.

Non vuole somigliare né a Fiorello né a Giletti. A quelli che lo definiscono trash risponde: “Trash è chi usa la cronaca nera in Tv, trash è Giletti, è Rai International: se penso che è l’immagine della Tv italiana che diamo nel mondo, me ne vergogno”.

 

Teo Mammucari: l’esordio in TV

Dopo il diploma, Mammuccari si iscrive al conservatorio teatrale La Scaletta.

La sua storia artistica inizia con le esibizioni nei villaggi turistici come animatore, poi, negli anni ’90, approda nel cabaret romano Il Gildo, un locale aperto dallo stesso Mammucari.

L’anno 1995 segna il suo esordio televisivo come attore a Scherzi a parte.

Dopo la conduzione del programma Seven Show su Europa 7, il 1997 lo vede impegnato su tre fronti partecipando contemporaneamente a Cercando, cercando (Raidue), I Guastafeste (Italia 1) e Gli esami non finiscono mai (Raitre).

Passa a Mediaset l’anno seguente con Tutti in piazza e Forum di sera, ma la svolta arriva nel 1999 con Le Iene (Italia 1) come conduttore di servizi esterni ed è qui che il grande pubblico si accorge di lui.

La sua stravaganza ed originalità non si smentiscono mai, neanche l’anno successivo, quando conduce Libero (programma comico-satirico di scherzi telefonici su Raidue) che gli permette di ottenere il primo, grande successo nell’arco di quattro edizioni.

 

Mammuccari carriera: un’altalena fra Tv e teatro

Dopo la sua esperienza televisiva, si concede una tournée teatrale, il Teo Mammucari Show.

Lo ritroviamo nella serie televisiva Piper (2009) e si lancia nel cinema col film Streghe verso Nord diretto da Giovanni Veronesi (2001).

Riapre e richiude una parentesi televisiva accettando il ruolo di mattatore de Il protagonista (Raidue), Veline (per la selezione di Striscia la notizia su Canale 5) ma anche Velone (le veline anziane), comparendo anche su Rin con Radio Un Corno a fianco a Giancarlo Ricci e Sara Ventura.

Nel 2003, torna a teatro nella sua tournée Il Giorno della Marmotta.

La sua carriera è un’altalena tra Tv e teatro.

Nel 2004, torna a condurre Libero con grande successo di ascolti e, nel 2005, conduce per Mediaset la trasmissione Mio Fratello è Pakistano.

L’anno successivo lo vede protagonista in Tv con il quiz Distraction e Cultura Moderna in compagnia del Gabibbo e Juliana Moreira.

 

Mammuccari programmi tv e cantante

Gli altri programmi condotti da Teo Mammucari sono: Primo e ultimo (Italia 1, 2008), Scherzi a parte (Canale 5, 2009), il gioco musicale a premi Sarabanda con Belen Rodriguez, il varietà Fenomenal in quattro puntate (Italia 1, 2010), The Call – Chi ha paura di Teo Mammucari?, The Cube – La sfida e i Wind Awards 2001 (Italia 1), Lo show dei record (2012), il talent show La grande magia – The illusionist  (Canale 5, 2013), di nuovo Le Iene con Ilary Blasi (programma che abbandona nel 2015), il talent show Jump! Stasera mi tuffo, Tù sì que vales come quarto giudice e, di nuovo, Cultura Moderna (2016)

Con la sua personalità istrionica, il Teo Mammucari cantante non può che scegliere musica demenziale: nel 2004 lancia il singolo Nando, tormentone nelle trasmissioni di Libero, ma anche la meno nota Canzoni belle. Nel 2005 ci riprova, più demenziale che mai, con WWW sciogliamo i Pooh e, a distanza di 6 anni, nel 2011, esce Disco Malinconico.

 

Dicono di lui

La prima volta che Mannelli ha visto Teo Mammucari in azione sul palco, ai tempi della gavetta, ha scritto: “Provai la sensazione di chi scopre i Girasoli di Van Gogh ammuffiti dentro una bettola”.

Benincasa l’ha dipinto ancora meglio cogliendo appieno lo spirito romano di Mammucari:

L’ho visto la prima volta in un cabaret, ho avuto l’impressione di aver trovato un Picasso coperto di croste. È un talento puro, un conduttore da frontiera, che va lasciato libero di muoversi e di parlare come vuole. Teo rappresenta quel tipo di umorismo, di battute pronte e di linguaggio popolare che è parte della romanità. Non è volgarità, è parlare quotidiano e se si cercasse di smorzare il tono greve di certi termini si snaturerebbe”.

 

Teo Mammucari: amori, flirt e gossip

La storia che ha lasciato il segno nella vita di Teo Mammucari è stata quella vissuta con l’ex velina Thais Spuza Wiggers con cui è stato fidanzato dal 2006 al 2009, anni che lui stesso definisce “i tre anni più belli della mia vita”. Una storia finita, “macchiata da certe dichiarazioni” della bella Thais (dice lui) anche se Teo l’amerà sempre. Da questa relazione è nata la figlia Julia, nel 2008.

Dopo la fine di questo grande amore, il circuito gossip ha attribuito a Teo Mammucari diversi flirt, alcuni veri, altri no (come la bufala della relazione con Cecilia Capriotti o dell’amica Francesca Chillemi).

Il conduttore ha ammesso la relazione con Aida Yespica, durata un paio di settimane (ora sono solo amici), ed ha negato assolutamente i flirt con Barbara D’Urso e Melissa Satta. Per Teo, la Satta è solo una grande amica, quasi una sorella.

Preferisce mantenere un certo riserbo sulla sua vita privata. Tutto quello che ha voluto dichiarare al settimanale Visto è stato: “Sto frequentando una ragazza che non fa questo lavoro”. Nient’altro che questo.

Che dire? Senza ulteriori indizi sulla sua attuale fidanzata, possiamo solo renderci conto che nel cuore di Teo Mammucari c’è una sola donna: sua figlia Julia, che oggi ha 9 anni. Tutto qua, il resto è gossip.

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