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Nell’immaginario di tutti, le tartarughe sono animali tranquilli, pacifici, innocui, un po’ buffi e impacciati, o affascinanti come quelle acquatiche, ecco, per un attimo scordatevi tutto questo, perché la specie di cui vi sto per parlare è l’esatto contrario di ciò che normalmente si pensa di una tartaruga!

La Chelydra serpentina, “Tartaruga azzannatrice”, è caratterizzata da un becco a rostro, il suo morso è dotato di grande forza, e possiede uno scatto fulmineo all’attacco, il che la rende un animale estremamente pericoloso, soprattutto se manipolata da persone che non hanno dimestichezza con questo genere di esemplari. Il nome deriva dalle sue abitudini alimentari e dalla sua grande voracità.

È molto diffusa nel continente americano, nel nostro Paese  invece, una legge l’ha inserita in una lista di animali considerati pericolosi, sia per  le sua aggressività sia per la trasmissione di malattie, è così vietato il commercio e la detenzione, pena l’arresto fino a tre mesi e una multa che può andare da 7 mila a 100 mila euro.

Un esemplare di tartaruga azzannatrice è stato però recentemente trovato lungo le rive del Tevere a Stimigliano, in provincia di Rieti, dai Forestali del Servizio CITES Centrale di Roma e del Comando Stazione di Poggio Mirteto.

”È’ solo l’ultimo di una serie di ritrovamenti di animali esotici e pericolosi che hanno visto impegnati in diverse province gli uomini del servizio CITES del Corpo forestale dello Stato. In questo come in altri casi, si ipotizza che gli animali siano stati acquistati illegalmente (probabilmente anche all’estero) da incauti acquirenti non consapevoli della pericolosità e dell’aggressività degli animali, successivamente abbandonati in quanto non più gestibili” spiega la Forestale.

L’esemplare è stato consegnato a un Centro di recupero di Roma, autorizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, specializzato nella gestione di animali pericolosi.

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