Come i bambini imparano a parlare

Lo sviluppo del linguaggio nel bambino segue alcune tappe precise, la cui evoluzione può però subire delle modifiche da bimbo a bimbo.

È possibile dividere tale sviluppo in tre tappe differenti. La prima è quella che occupa l’arco temporale che va dalla nascita al 7°- 8° mese. In questa fase il bambino comunica prima attraverso i pianti e le urla. Durante le prime settimane non è possibile individuare il motivo del pianto, gradatamente inizia ad assumere un funzione più specifica dei diversi bisogni del bambino, come la nutrizione.

Dal 2° mese è possibile distinguere dal pianto delle emissioni modulate, si parla di “vocalizzo”, divisibile in due fasi: cooing sound, i suoni emessi sono simili al tubare di un piccione e sono piuttosto variegati. È infatti possibile assistere a chiocchiolii, schiocchi, gracidio; babbling: si tratta del secondo stadio del vocalizzo ed è caratterizzato da suoni più espressivi e di maggiore qualità e intensità. La vocalizzazione è influenzata dall’ambiente circostante, il piccolo tende cioè a imitare ciò che sente.

La terza fase di questa prima tappa è la lallazione: le lallazioni non costituiscono ancora dei veri e propri morfemi ma il bambino appare capace di ascoltare la sua voce e controllare i suoi sforzi. Si tratta di un passaggio che viene notevolmente influenzato dagli adulti. Intorno al 6° mese compaiono, inoltre, i balbettamenti intenzionali rivolti alle persone che interagiscono con il bambino.

La seconda tappa va dall’8°- 9° mese al 18°- 24° mese e si articola in quattro fasi: l’imitazione dei suoni; morfemi intenzionali, suoni che si differenziano dai balbettamenti precedenti perché dotati di significato. Il bambino inizia ad associare un suono a una cosa specifica. All’inizio uno stesso morfema può avere diversi utilizzi, con il passare del tempo il piccolo imparerà a essere più preciso; ecolalia: ripetizione dei morfemi.

Intorno ai 12 mesi ha luogo la quarta fase di questa seconda tappa: l’olofrase. Il bambino si appropria di qualche parola e ne riconosce il significato, impara cioè ad attribuire una parola a una persona, a un oggetto, a un’azione. Spesso un solo termine ha il valore semantico di una frase: “mamma” può così voler dire “voglio la mamma”, “mamma dai”.

Il vocabolario è inizialmente piuttosto limitato, ma cresce col passare del tempo.

Nella terza tappa, collocabile tra i 18 mesi e il 6° anno, il bambino inizia a formulare le prime frasi: all’inizio “telegrafiche”, poi più lunghe e articolate.

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