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Bambino da uno a due anni

Il grande giorno è arrivato ; si festeggia il primo compleanno del bambino. Certamente avete preparato una giornata speciale.

Chi deve essere festeggiato, il bambino o i genitori? Forse tutti e tre, dato che il giorno della sua nascita siete diventati mamma e papà ed è cominciata una nuova vita a tre.

Il bambino non capisce che cosa succede oggi. Tuttavia la prima candelina sulla torta gli piace molto e capisce benissimo di essere al centro dell’attenzione (il che va bene, ma non deve succedere sempre!)

Bambino da un anno a due : sente rumore o musica?

Quante cose sa fare un bambino di un anno! Le constaterete con gratitudine e con sorpresa. Il bambino mette tutto in musica, intreccia nuove relazioni, sa sperimentare cose sempre nuove con gli oggetti sa essere allegro o disperato. Un mondo che lo affascina è quello dei suoni. Fate scorrere lo sciacquone del gabinetto e lo scroscio per lui è bello come per voi una canzone.

Si incanta se fischiettate o se gli suonate un campanellino. Ma anche lui è capace di produrre rumori. Trascina un barattolo, butta dalle scale le palline di legno, fa passeggiare l’automobiìina su termosifoni, sbatte i coperchi ed i mestoli di cucina, trascina la sedie via di seguito.

Borbotta tra se e se parole incomprensibili o ripete piccoli gridi

E un baccano che vi rende nervosi? Per un bambino non è  baccano, ma è musica. E poiché è di suo gradimento vorrebbe ripeterla all’infinito, la sente con tutto il corpo, batte le mani, muove la testa di qua e di là, sgambetta.

Permettete al bambino di sperimentare la sua musica , i rumori fanno parte della vita, soprattutto questi, che sono più di un semplice gioco. Impara a distinguere una quantità di toni e scopre la loro origine.

Anche il senso del ritmo cresce di giorno in giorno. Quanto al cantare qualcosa, si muove con tutto il corpo tanto da non poter più vivere. Questo significa che anche un bambino piccolo è continuamente immerso nella musica prodotta da grandi, che impedisce l’esperienza, di tanto in tanto, del silenzio delle pause nell’esercizio uditivo (le orecchie non si posso chiudere come gli occhi) e che confonde anche quel bagno di parole che privilegia il dialogo e l’ attenzione all’altro.

I mass media occupano la nostra vita, meno si parla con chi  è vicino e, in fondo, meno si ascolta.

Riguardo per i vicini

Se il bambino è felice di far rumore con gli oggetti di casa, gli sia consentito farlo in certe ore e non in altre e poi garantitegli sfoghi all’ aperto soprattutto quando sar à piC, grande, potrfi far baccano al parco o in campagna. Nella quiete della natura può cimentarsi in tutti I rumoti che vuole, magari con la vost1z collaborazione. n batnbino e I suoi amici Vi sarete pfesto resi conto di quanto I bambini si cerchino tra loro, klici di stare con altri in casa o alTaperto. Malgrado questo, hannoy bisogno di un certo periodo di’osservazione’per accettare falho, per abituarsi (come del resto noi adulti).

Un’ora non basta certamente, occorrono più incontri, meglio sebrevi, in principio. Le ore di gioco assieme agli altri sono quelle che favoriscono laconoscenza reciproca e al tempo stesso mettono alla prova, percondividere, per aspettare. Cercate in ogni modo che il vostrobambino incontri altri bambini.

Bambino di un anno bisticcia con un coetaneo

Se i due nuovi amici litigano non dovete allarmarvi. Sicuramenteuno dei due ha preso il giocattolo dell’altro.

Non fatene un dramma. Un bambino di dodici, quattordici mesinon è ancora così forte da far male alTaltro. Semplicemente vogliono tutti e due Io stesso oggetto un contrasto che però li aiura a crescere.

In caso di litigio non intervenite immediatamente;  Il vostro intervento potrebbe peggio fafe le cose. I bambini sono per Io più in wdo di sbrogliarsela da soli.

Se le bambine e I maschietti bisticciano tra di loro non è certo per cattiveria. L’aggressività è una componente del vivere! D’altro canto, se vedete che si abbracciano, non cominciate a farecommenti sui fidanzatini e simili ridicolaggini. Un coetaneo dell’altro sesso per ora è solo un compagno di giochi.

Osserverete che i bambini sanno anche consolarsi a vicenda si scambiano carezze e coccole, regali (magari il biscotto già mordicchiato o il cubetto di legno colorato). Stanno sperimentando glieebtti della relilzione sapersi accordare, imporsi, dominare Iconfliai e perdonare.

Talvolta hanno bisogno di un piccolo aiuto per giungere a una trattativa pacifica, o per stabilire un turno.

I Primi contrasti non devono trarvi in inganno, non preludono aqualcosa di catastrofico. Se il vosuo bambino viene aggredito daun coetaneo piti forte o piti deciso, consolatelo, ma non aggredireI’altro. Ditegii che non si fa e sorvegliate perché il fatto non siripeta. In ogni caso vostro figlio deve sentire che Io proteggete,senza diventare ‘cattivi’verso il suo compagno, che è solo un bambino insicuro e spaventato.

Bambino di una anno e la fase del no

I primi’no’del banìbino colgono di sorpresa I genitori. Fino a ieri affemva con piacere il pezzo di mela che gli avevate preparatooggi Io l*iuta enel’gicamente.

Non abbiatene a male, anzi fallegratevi : il piccolo ha imparatoqualcosa di molto importante. Può rifÈutafe qualcosa che non gli va, difendersi, dire..No…

Avrete un altro motivo per essere oggogliosi delia volontàdimostrata dal bambino ha compiuto un nuovo balzo in avanti

Per questo il ‘no’deve essere preso sul serio. Anche i bambini piccoli prendono decisioni che noi adulti, in moltissimi casi,dobbiamo rispettare.Pperché deve mangiare la mela proprio adesso? E la passeggiata non può essere rimandata a più tardi, se ora è occupatissimo con il gioco?

Se rispettate la sua volontà, anche lui sarà in grado di capire quando gli direte. No. Aspetta un momento, adesso non ho tempo per stare con te · .

Vi ricordate quando sin da neonato il vostro bimbo aveva momenti di stizza ? Era nella culla, libero da pannolini e da altri indumenti, e sgambettava allegramente, ma quando volevate vestirlo si ribellava, non voleva. Adesso, invece, scappa diritto verso la libreria perché deve prendere il ‘suo’libro. Ma questo si è incastrato in mezzo ad altri . Succede che l’incidente scatena la sua collera. Una situazione del genere può ‘sembrare anche buffa ed il genitore, a stento, riesce a trattenere l’ilarità. Eppure la collera, fin da ora, è una cosa seria e noi dobbiamo aiutare il bambino a venirne fuori, a capire che cosa è successo e risolverlo. Intraprendenza del bambino, la sua curiosità ed il bisogno d’indipendenza e di affermazione sono e rinarranno, ancora per un po’ propria incapacità .Di conseguenza reagisce, deluso e sfiduciato.

Giocattoli sonori

Far musica in prima persona è possibile per I più piccini? Sì, ecco che cosa una mamma ha preparato per la sua bambina

* una cassettina rossa, di facile apertura

* una decina di anelli di metallo legati con un nasuo

· un grosso astuccio di metallo con alcune palline di legno alp intemo e ben sigillato

* un sonaglio molto grosso appeso a una cordina e un altro piuttosto piccolo cucito a un nastro

* un minuscolo tamburino ah · I-cano a manico quattro vecchie chiavi legate insieme con uno spago sottile.

La piccola, con grande piacere, per vari giorni cerca la cassettina, l’apre da sé e passa in rivista uno a uno, scuotendoli, I vari oggetti snori, pitt volte. Non sempre li rimette dentro, ma basta aiutarla  suggerirglielo, perché accetti volentieri di farlo.

Cosa fare in caso di stizza?

II bambino si irrita anche quando non riesce a farsi capire ogni tanto perfino la vostra intuizione non basta per comprendere il suo linguaggio e lui s’infuria. Diciamolo pure con franchezza: anche a noi adulti capita di  arrabbiarci per futili motivi analoghi a quelli che provocano la stizza di un bambino.

Ci irritiamo per la nostra incapacità di ottenere quello che vogliamo. Se per noi lo scatto può essere umo sfogo liberatorio,perché non dovrebbe esserlo anche per un bambino piccolo? La collera deve placarsi lentamente, non la si può frenare con un castigo. Al contrario se il bambino è su tutte le furie e lo sglidate (o, peggio ancora, gli date una sculacciata), non si calmerà di certo,anzi la collera aumenterà.

Può anche darsi che far arrbbiare mamma o papà diventi un gioco molto interessante.

talvolta avverte, a torto o a ragione, la mancanza di attenzione nei suoi confronti e allora, con gli scatti di stizza o con il comportamento particolare, cercherà di attirare su di sé l’attenzione dei genitori.

Gli scatti d’ira possono avere conseguenze anche allarmanti almeno in apparenza. Per esempio, il bambino può trattenere Il respiro diventando bluastro, perdere conoscenza e arrivare alle convulsioni. In realtà, si tratta di convulsioni cosiddette ‘affettive’,non pericolose. Non spaventatevi, il bambino si riprendefà da solo. Eventualmente parlatene con il pediatra.

Svestirsi è più facile che vestirsi

Un bambino non vuole essere vestito né svestito. Se è impegnato in un gioco interessante, rifiuta di fare altro e si oppone.

Cercate allora di spiegargli perché volete vestitlo, ditegli che uscirete insieme a fare la spesa, per una bella passeggiata. Vi ascolterà (almeno Io speriamo) e accetterà.

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