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Bambino e svezzamento

Lo svezzamento è una tappa molto delicata nella vita di un bambino, per questo la parola chiave è la calma. Non bisogna avere fretta ma andare per tentativi, far assaggiare a poco a poco i vari cibi, anche per capire quali sono i gusti di vostro figlio. Per accompagnare il piccolo in questa fase della sua crescita dovrete dedicargli molto tempo, in modo tale che lui possa vedere la vostra partecipazione e non avverta alcun tipo di fretta, che potrebbe infastidirlo. Dovrete armarvi di tanta pazienza.

Ad ogni alimento il suo momento. Non tutti i cibi possono infatti essere serviti subito durante le prime fasi dello svezzamento. Il pomodoro, ad esempio, può essere dato al piccolo a partire dal 10° mese in quanto ricco di istamina, una sostanza normalmente rilasciata nelle reazioni allergiche. È inoltre importante che esso venga servito ben maturo e seguendo un procedimento graduale, prima in modo tale che il piccolo senta solo il suo sapore e solo più avanti sotto forma di passata.

Il pesce, invece, ricco di Omega 3, sali minerali, vitamine A, B, D, K, può essere introdotto nell’alimentazione a partire dall’ottavo mese, prima con un assaggio, poi con i liofilizzati e omogeneizzati, fino al pesce tagliato a pezzetti. All’ottavo mese si consigliano varietà come il merluzzo, la platessa e il dentice. Dal 10° mese branzino e orata, e dopo i due anni i molluschi.

Anche l’introduzione dei legumi necessita di una differenziazione, all’ottavo mese potete iniziare a servire piselli e lenticchie, per i fagioli dovrete invece attendere fino al 10° mese. È importante non eccedere con la frequenza e con la quantità perché questo tipo di alimento, se consumato in dosi eccessive e troppe volte alla settimana, tende a provocare fenomeni di flatulenza, diarrea e cattiva digestione.

Avviate lo svezzamento sempre su consiglio del pediatra.

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