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Con il termine superstizione si intende quell’insieme di credenze popolari dalle origini antichissime, nate in società fondate principalmente su una mentalità chiusa o comunque devota a tutto ciò che è sovrannaturale e magico.

Non c’è niente di razionale nelle superstizioni: ma nonostante ciò, possono incidere notevolmente sui pensieri di un individuo, manipolandolo. Di conseguenza, ci si ritrova sottomessi ad un determinato stile di vita, in cui regnano timore, paura e manie di persecuzione. Elencarle tutte è impossibile ma oggi vogliamo citarvi le più comuni. Scopriamole insieme!

La top 10 delle superstizioni

1. Il gatto nero che “ti taglia” la strada. Secondo le credenze popolari, il gatto nero è sinonimo di sfortuna. Questo perché durante il Medioevo, capitava che la notte i cavalli (che trasportavano le carrozze) venissero spaventati dagli occhi gialli dei gatti neri. Pensate che il Papa li associò a dei figli del demonio e impose di bruciarli tutti!

2. Tenere gli ombrelli chiusi in casa. Vi è mai capitato di sentirvi dire: “Non aprire l’ombrello al chiuso che porta sfiga”? Bene, anch’essa è una credenza risalente all’epoca medievale dove tale oggetto era associato al momento dell’estrema unzione. Invece, secondo i pagani si trattava di un gesto irrispettoso nei confronti del dio Sole.

3. Lo specchio si rompe? Sette anni di sfortuna assicurati. La leggenda ha origini orientali: si pensava che la rottura dello specchio potesse significare l’inizio di una serie di avvenimenti negativi. Tra l’altro, scacciare via questa maledizione, si consigliava di prendere tutti i pezzi e lasciarli su un fiume, così da poter ripulire l’anima.

4. L’olio che cade. Nell’antichità, molte case possedevano dei pavimenti in legno grezzo. L’olio per terra, generava delle macchie quasi indelebili e allo stesso tempo non era di buon auspicio per tutti i componenti della famiglia che ci abitava.

5. Passare sotto a una scala. Alcuni archeologici hanno scoperto la presenza di piccole scale all’interno di alcune tombe egizie. Inoltre, esse venivano associate agli dei: appoggiandole al muro si forma simbolicamente la Trinità e passarci sotto vorrebbe dire mancanza di rispetto e devozione al diavolo.

Spestizioni popolari frequenti

6. La caduta del sale sul tavolo. Un tempo il sale rappresentava il simbolo della prosperità. Farlo scivolare era come perdere del denaro (o finire addirittura in bancarotta!). Tuttavia, per porre rimedio a tale sventura, si è sempre consigliato di prendere tre manciate e gettarsele alle spalle.

7. Lasciare il cappello sul letto. Questa credenza ha origini secolari e ha a che fare con la salute, anzi un vero e proprio augurio di morte. Il motivo? Spesso capitava che quando i medici andavano a visitare un paziente in condizioni gravi, dimenticassero il cappello sul letto per la fretta. E c’è chi ci crede ancora oggi!

8. Essere in 13 a tavola. Gran parte di voi sa benissimo il perché: durante l’ultima cena di Gesù, il tredicesimo componente era Giuda, ossia il traditore. Facendo tale associazione, si pensa che sia presagio di tradimento o persino morte di uno dei commensali. Tuttavia, sempre in riferimento alla tavola, esiste anche la leggenda legata ai single che si siedono all’angolo e che di conseguenza non riusciranno mai a contrarre il matrimonio.

9. Dimenticarsi di mangiare le lenticchie a capodanno. Le lenticchie sono sinonimo di ricchezza, fortuna e buon auspicio. Non mangiarle prima che cominci il nuovo anno, significa auto augurarsi avvenimenti negativi, in particolar modo povertà.

10. Evitare gli sguardi durante il brindisi. Nel momento in cui si fa “cin-cin”, è preferibile non guardare nessuno ma focalizzare l’attenzione sui bicchieri. Tra l’altro, non c’è una motivazione ben precisa: si pensa semplicemente che possa interferire con la buona sorte sia propria che altrui.

E voi credete alle superstizioni? Se sì, quale in particolare?

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