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Streptococco B in gravidanza: come intervenire

Lo Streptococco di gruppo B (SGB) è un batterio che causa una malattia invasiva soprattutto nei neonati, in donne in gravidanza o dopo il parto e negli adulti più anziani, ma sono i bambini più piccoli ad essere maggiormente interessati da questa patologia.

Nonostante i passi avanti fatti nella prevenzione, il SGB resta la principale causa infettiva di morbilità e mortalità neonatale precoce negli Stati Uniti, pur registrando un drastico calo dei soggetti colpiti negli ultimi 15 anni. La mortalità della malattia ad esordio precoce è scesa dal 50% negli anni ‘70 al 4% – 6% di oggi.

Le infezioni che colpiscono i neonati entro la prima settimana di vita sono definite malattie ad esordio precoce, mentre si parla di infezioni tardive quando riguardano i bambini con più di una settimana di vita e comunque entro i primi tre mesi.

Malattia da SGB a esordio precoce: i sintomi e contagio

I neonati colpiti da questa malattia presentano generalmente difficoltà respiratoria, apnea o altri segni di sepsi entro le prime 24-48 ore di vita. Meno frequentemente, l’infezione può portare alla meningite.

Questo tipo di infezione può avvenire attraverso l’esposizione allo SGB dalla vagina di una donna colonizzata. L’infezione avviene perché lo SGB è in grado di salire dalla vagina verso il liquido amniotico, ciò si verifica in particolar modo dopo l’inizio del travaglio o la rottura delle membrane, ma lo SGB può anche attraversare le membrane intatte. Inoltre, i neonati possono essere infettati pure durante il passaggio nel canale del parto.

Malattia da SGB precoce: profilassi in travaglio

Dal momento che la colonizzazione materna intrapartum da SGB è il principale fattore di rischio per la malattia ad esordio precoce nei neonati, è lì che interviene la prevenzione. Per per prevenire la malattia precoce da SGB nel bambino si utilizza la profilassi antibiotica endovenosa intrapartum.

Studiata per la prima volta nel 1980, è in grado di ridurre sensibilmente la trasmissione verticale dello streptococco di gruppo B, fino all’89%. Altre strategie, come la terapia antibiotica prenatale o quella locale vaginale con ovuli, non permettono di ottenere i medesimi risultati.

La profilassi viene eseguita attraverso la somministrazione di penicillina e ampicillina.

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