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Ecco una delle recensioni scritte su Facebook che corrisponde esattamente al nostro pensiero:

Ho appena finito di vedere il film che racconta gli ultimi 7 gg di vita di Stefano Cucchi.
“Sulla mia pelle” è un film dolorosamente necessario,devastante, che ferisce e colpisce ad ogni scena.
Ferisce come quella lama affilata che appare nelle prime scene e che dà la cifra di tutta la pellicola: si tratta di roba forte, non per tutti; si tratta di zigomi (quelli di Cucchi) sempre più affilati giorno dopo giorno e di lividi, che plasticamente ti feriscono mentre guardi quel corpo che si sta via via spegnendo. E mentre i lividi dal viola passano al nero ti domandi come possa esser accaduto che una persona entri il Sabato in carcere e ne esca da morto il Venerdì successivo. Ti domandi, scena dopo scena, come sia stato possibile, in quella “concatenazione causale” che tanto piace ai penalisti, che tutti abbiano un pò contribuito (anche solo non prestando sufficientemente attenzione a quei lividi e a quegli zigomi) a quel decorso fatale, ma nessuno lo abbia bloccato ?

“Sulla mia pelle ” dovete vederlo : non perchè Borghi è
straordinariamente bravo da “diventare” Cucchi (da notare, oltre al dimagrimento, la voce : la trascina come il vero Stefano che si sente in udienza alla fine sui titoli di coda); Borghi, bravo lo era già, ma qui trova il ruolo della vita che costituirà un prima e un dopo (oltre a portargli tanti meritati premi e riconoscimenti); non per la Trinca che è sempre stata brava e qui si conferma tale ; non per Tortora che è il Tortora che non t’aspetti, ma che felicemente ti stupisce.
Dovete vederlo per ricordarvi quali Poliziotti, Carabinieri, Secondini, Avvocati, Giudici, PM e Medici non dovete essere.
Scritta da I. Rossi.

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