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camper

Continuano le indagini sul tragico incendio al camper della famiglia Halivovic, parcheggiato in un centro commerciale in zona Centocelle a Roma. Il colpevole della tragedia di martedì notte, che ha provocato la morte di tre delle figlie dei coniugi Halivovic, ha finalmente un volto.

Gli inquirenti hanno identificato l’uomo grazie alle immagini di una telecamera di sorveglianza

Gli inquirenti sarebbero riusciti a identificare colui che ha provocato l’incendio al camper della famiglia Halivovic tramite le immagini di una telecamera di sorveglianza. Si tratterebbe di un trentenne pregiudicato per furto, che ha alle spalle dei precedenti per rapina, furto e ricettazione.

Sarebbero stati individuati anche due complici. Di certo c’è che la famiglia Halivovic da mesi subiva delle minacce pesanti. Per questo motivo da diverso tempo i genitori e i numerosi figli non risiedevano più presso il campo nomadi, ma vivevano in un camper che rimaneva parcheggiato proprio nel parcheggio dove si è consumata la tragedia di martedì notte, costata la vita a tre delle loro figlie, due delle quali ancora bambine. 

Alcuni parenti degli Halivovic sembra siano coinvolti in un giro di racket e di estorsioni nei confronti di altre famiglie nomadi.

Secondo quanto ha raccontato la nonna delle tre sorelle al quotidiano romano Il Messaggero, la famiglia Halivovic aveva avuto degli screzi pesanti con i rom arrestati per la morte della studentessa cinese Zhang Yao, che ha perso la vita lo scorso mese di dicembre travolta da un treno mentre inseguiva i ladri che le avevano appena rubato il portafoglio.

Si indaga anche su altri episodi di tensione che avrebbero coinvolto i membri della famiglia Halivovic nei campi rom dove hanno risieduto negli anni passati. Sembra che in Campidoglio sia pronta la dichiarazione di una giornata di lutto cittadino per le tre sorelle Halivovic Elisabeth, Francesca e Angelica, che hanno perso la vita tragicamente a 20, 8 e soli 4 anni.

 

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