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Mi rivolgo a voi donne, che vi fate scivolare tante e tante cose addosso, a voi che apprezzate anche solo uno sguardo e che non date peso a commenti troppo duri da accettare ma che non vi scalfiscono, a voi che non avete mai potuto dire veramente la vostra a quelle persone che per strada si prendono gioco di voi per una gonna un po’ corta o per un rossetto troppo acceso.

Finalmente qualcuno ha iniziato a parlare, a dare voce a tutte quelle donne che, anche se forti, non hanno mai avuto la forza né la possibilità di denunciare tutte le calunnie e le offese che per strada devono accettare.

Sofhie Peeters è una studentessa di cinema al Ritz di Bruxelles che ha portato come tesi di laurea un documento intitolato “Donna di strada”.

Questo documento testimonia come gli uomini la molestino continuamente per strada ed è stato realizzato grazie ad una telecamera che Sophie ha nascosto per registrare tutte quello che le veniva sputato addosso.

Qualche giorno fa questo documentario, col nome originale di “Femme de la rue” è andato in onda sulle tv pubbliche belghe, e pian piano è riuscito ad interessare e a sconvolgere la Francia intera. Le femministe militanti di Osez le féminisme! hanno parlato del gesto della studentessa di cinema e l’hanno indicato come fine del tabù.

Ciò che si vede nel video è a dir poco sconvolgente ma la verità è una sola, tutte le donne vengono apostrofate con queste parole volgari che a volte possono anche diventare più soft ma che offendono comunque, e la dura realtà da accettare è che si evita semplicemente di parlarne, è un tabù come lo definiscono le femministe militanti francesi. Questo tabù però non ha più ragione di esistere, i tempi sono cambiati e con essi cambiano anche le regole del gioco: non è detto che una donna per non essere insultata deve evitare di andare in giro da sola, che deve nascondersi dietro conoscenti, amici o dietro il proprio ragazzo, amante o marito per essere difesa.

Le minigonne si usano da più di cinquant’anni, tutti siamo in grado di accettare la femminilità in tutto il suo essere, le donne non devono più subire accuse del genere, gli uomini devono saper accettare la donna con il suo essere donna e con il suo essere a volte provocante, perché anche questo fa parte di una donna.

Allora noi, insieme a Sophie Peeters, dobbiamo essere in grado di reagire, di dire basta a tutte queste molestie, di renderci conto che nessuno può offenderci in un modo simile.

Le frasi che venivano rivolte alla ragazza nel video sono del genere «L’albergo, il letto, lo sai no? Alla svelta» oppure «Se fai venire voglia è normale no?» e ancora suoni volgari con la lingua o direttamente «Puttana» e altre offese del genere.

Naturalmente tante sono state le accuse al video della ragazza, alcune anche molto pesanti, come ad esempio quelle del gruppo integralista mussulmano Sharia4Belgium che in un video su youtube tratta la ragazza come una prostituta, dicendo frasi di questo genere: «Se va in giro mezza nuda con la faccia truccata lo fa per eccitare, di che si lamenta?».

Questa mossa da parte di Sophie qualcosa ha portato, in quanto dal primo settembre in Belgio lo “harcèlement de rue” ovvero la molestia per strada sarà punita con una multa e in Francia il ministero della parità uomo donna ha chiarito che la legge contro gli abusi sessuali, appena approvata, avrà un respiro molto ampio.

Il vicesindaco di Bruxelles chiarisce subito che questo misure non sono effettivamente applicabili ma che è sempre un inizio per affermare il principio.

Quello che mi chiedo è, in Francia e in Olanda sono stati fatti dei miglioramenti in questo ambito, chi è al potere è stato in grado di fare delle scelte per la popolazione femminile del proprio Paese, ma tutti gli altri Paesi cosa faranno, e soprattutto l’Italia, imparerà qualcosa? Chi è al potere seguirà l’esempio di paesi come la Francia e l’Olanda o ormai in Italia oltre alla crisi economica non c’è più niente?

E ora mi rivolgo a voi donne: avete mai avuto esperienze del genere, come quelle di Sophie? Avete mai avuto la forza o la possibilità di reagire?

Raccontatecele, fate sentire la vostra voce.

Caterina Perilli

 

1 commento

  1. Era ora ke qualcuno facesse qualcosa x le ingiurie di qualke frustrato e complessato….si deve parlare anke in italia di queste cose…registrare e mandarlo in tv….verrebbe da ridere cn quello ke succede….anke se nn c è niente da ridere…

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