Mentre si continua a scavare tra la neve e i detriti che hanno travolto l’hotel Rigopiano alle pendici del Gran Sasso proseguono anche le critiche sulle operazioni che hanno preceduto le scosse. Il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio rispondendo proprio a chi sta esponendo queste critiche dice: “Mi limito a lavorare e non faccio polemica ma chiedo rispetto per chi lavora in condizioni proibitive. Chi tocca il sistema tocca il Paese. Chi non ha competenze e critica non fa un buon servizio a chi da mesi lavora ininterrottamente. Forse non ci si è resi conto che siamo di fronte a due eventi eccezionali. Chi vuole sollevare polemiche su ipotetici ritardi lanciando accuse vuol dire che non ha capito come funziona il Sistema nazionale di protezione civile. Chi avanza inutili critiche non ha forse capito che sta attaccando il Sistema Paese”.

Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile in una dichiarazione al Tempo ha espresso tutto il sgomento per la vicenda e le notizie che arrivano dalla zona colpita: “lo Stato è assente. Abbiamo, forse toccato il punto più basso. E ora occorrono visione e serietà Tutti gli uomini impegnati sul campo stanno facendo i miracoli, ma il corpo non funziona se non funziona la testa, e non possiamo ignorare che stiamo assistendo ad una situazione inaccettabile, figlia delle scelte sbagliate adottate nei mesi scorsi”.

Il riferimento di Bertolaso è senza dubbio alla scelta di Vasco Errani come commissario straordinario per la ricostruzione post sisma, a cui si ancora anche Salvini: “politicizzare la Protezione civile, affidandola a un ex governatore trombato è stato demenziale. Ci voleva un tecnico e non un ex politico. Così si sono create due teste, solo il Pd poteva farlo”.

Opinioni in merito sono state espresse anche da monsignor Nunzio Galantino, segretario Cei: “in questo momento bisogna anche evitare le colpevolizzazioni semplificatrici. La situazione è oggettivamente difficile per tutti. Il problema è la neve, che non sta permettendo di arrivare dove c’è il terremoto. Per cui sono effetti consequenziali che rendono più pesante la situazione.”

 

 

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