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SINDROME DEL COLON IRRITABILE: FODMAP SI O NO?

La sindrome del colon irritabile (o IBS, Irritable Bowel Sindrome) è un disturbo che colpisce una percentuale elevata di persone, poiché oltre ad avere eziologia di tipo funzionale, non è da trascurare la componente ansiosa e lo stress che la causano. Si può manifestare in tre varianti:
con dolore addominale cronico e stipsi, con alvo alterno (stipsi e diarrea), oppure con diarrea cronica senza dolore.

L’IBS rappresenta spesso una condizione cronica, in cui l’intestino perde la capacità di rilassarsi e contarsi in maniera coordinata; il cibo può essere spinto più velocemente causando la formazione di gas e diarrea quando si hanno contrazioni più lunghe e più forti del normale, oppure il transito del cibo viene rallentato con conseguente insorgenza di stipsi.

Una corretta alimentazione migliora la sintomatologia ed aiuta a ripristinare la regolarità della funzione intestinale, insieme ad alcune regole che il paziente dovrà seguire: evacuare sempre alla stessa ora, evitare l’uso di farmaci attivi sulla motilità intestinale, praticare una costante attività fisica.

Per quanto riguarda gli alimenti da eliminare, fino a poco tempo fa si consigliava di eliminare completamente dalla dieta alcuni alimenti definiti FODMAP (Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides And Polyols), ovvero gli oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli che fermentano nell’intestino; recenti ricerche pubblicate su “Gastroenterology & Hepatology” a gennaio, hanno dimostrato come invece sia necessario eliminare soltanto il glutine, con una moderata assunzione di FODMAP, in quanto l’assenza di questi provoca inadeguati apporti nutrizionali, induce un ambiente sfavorevole al microbioma e causa disordini alimentari, per cui non vi è la necessità di una fase di eliminazione.

Grazie a questa scoperta la vita di chi soffre di IBS sarà più semplice, potrà mangiare fuori casa senza difficoltà, aumenterà il benessere psico-fisico, allontanando il fattore stress che peggiorerebbe i sintomi.

CHE COS’E’ LA SINDROME GASTROCARDIACA?

La sindrome gastrocardiaca è definita anche sindrome di Roemheld-Techlenburg-Ceconi o sindrome da iperdistensione gassosa del fondo gastrico ed è causata dall’accumulo di aria nello stomaco, precisamente nel fondo dello stomaco, che forma una bolla gastrica.

Quando lo stomaco è gonfio d’aria, si distende e spinge verso l’alto il diaframma, che è il muscolo sul quale poggia il cuore; questi movimenti stimolano il nervo vago che, in queste condizioni, provoca il rallentamento del battito cardiaco e riduce la pressione arteriosa. Il nostro organismo risponde in modo rapido attivando riflessi automatici che aumentano la pressione ed i battiti cardiaci, provocando aritmie come extrasistoli, tachicardia e fibrillazione atriale.

L’accelerazione del battito viene provoca un dolore lancinante e penetrante nella zona toracica, bruciore, si ha un soffocante senso di oppressione accompagnata da turbe dell’umore.

Gastrite

Che cos’è la gastrite?

Si tratta di un’infiammazione acuta o cronica della parete dello stomaco, che si manifesta con bruciore di stomaco intenso, i succhi gastrici risalgono verso l’esofago, seguiti da eruttazione, gonfiore addominale, nausea e vomito, talvolta anche accompagnati da perdita di appetito e dimagrimento, poiché il pasto diventa motivo di sofferenza. L’infiammazione è causata dall’indebolimento della mucosa dello stomaco, che non è più in grado di proteggere l’organo dai succhi gastrici acidi e lo irrita.

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