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E’ allarme sigarette elettroniche e pare che l’effetto che esse provocano sull’organismo sia devastante. A lanciare l’allarme sono i giornalisti americani che hanno parlato di moltissimi casi di giovanissimi finiti in ospedale per aver svapato. Danni dunque ai polmoni e al cervello, con effetti devastanti.

L’Oms le ha classificate come sicuramente dannose, negli Usa sono collegate a un’epidemia di problemi polmonari e decessi.  Si parla di sindrome da svapo (Lung Injury Associated with E-Cigarette Use, ovvero danno polmonare collegato all’uso delle sigarette elettroniche) e i casi di danni sono stati migliaia (18 morti accertate). La maggior parte dei soggetti sono maschi, e si tratta di persone giovani (età media 23 anni), ma sono oltre l’80% a non arrivare ai 35 anni. 

Sigarette elettroniche in Italia

L’ipotesi di reato formulata dal pm torinese Raffaele Guariniello, per il titolare di una ditta di importazione di ricariche per sigarette elettroniche, è violazione del codice di commercio. 

Per l’accusa infatti non riportano sulla confezione i rischi per la salute dei fumatori. L’inchiesta, già da alcune settimane era partita dal sequestro di una cinquantina di confezioni di ricariche destinate alle edicole effettuato dai carabinieri del nucleo antisofisticazione (Nas).

Guariniello ha ricevuto un parere dall’Istituto superiore di sanita’ secondo il quale non bisogna escludere che queste sigarette arrechino danno per la salute. Lo studio classifica i fumatori in moderati (cinque utilizzi della sigaretta al giorno, con 15 aspirazioni ciascuno), medi (10 utilizzi), e forti (20 utilizzi) e sostiene che in ogni caso i livelli di assunzione giornaliera di nicotina risultano superiori al limite di 0,0008 mg/kg fissato dall’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare.

L’ Iss scrive – ‘Le sigarette elettroniche con nicotina, presentano potenziali livelli di assunzione di nicotina per i quali non e’ possibile escludere rischi per la salute, in particolare per i giovani. Si ritiene che tali effetti dannosi vadano comunicati ai consumatori con apposita dicitura sulle confezioni’.

Proprio l’omissione di questo fatto configura il reato di violazione del codice del commercio ipotizzata dal magistrato.

Sigarette elettroniche fanno smettere di fumare?

E’ la moda del momento, stiamo parlando della sigaretta elettronica. Vuoi per i tempi di crisi (e il notevole risparmio che a fine mese si può notare), vuoi per preservare la nostra salute, ormai non vi è metro quadrato senza un fumatore di sigaretta elettronica. Eppure negli ultimi periodi i commenti non sono affatto positivi, specialmente quelli riguardanti l’acquisto di sigarette elettroniche cinesi o comunque non di buona qualità. Al tempo stesso, però, grazie ad una ricerca condotta dall’Università di Catania e pubblicata di recente sulla rivista BMC Public Health, un gruppo di 40 fumatori sono stati invitati ad usare la sigaretta elettronica. Ebbene, dopo soltanto 6 mesi  il 30% di questi era riuscito a ridurre il numero delle sigarette fumate del 50%, e ben il 22% era riuscito ad eliminare completamente l’uso delle sigarette.



Sigarette elettroniche fanno male o c’è altro?

Sul tema delle sigarette elettroniche ci sarebbe molto da scrivere.

In molti la giudicano solo una moda passeggera. Altri, invece, pensano alla sigaretta elettronica come ad un presidio medico.
Dove sta la verità?
Probabilmente nel mezzo.

Ricordiamoci infatti che anche la classica sigaretta si è imposta all’inizio come “moda passeggera”.
Moda che tuttavia da assuefazione ed alla quale è difficile dire di no una volta che ci si è beccati il vizio.

Non potrebbe aiutare lo stato a spendere meno in sanità? Sanità che garantisce (anche se sempre meno a causa dei tagli governativi) servizi che ogni anno vengono elargiti ai malati di cancro al polmone o comunque a quei soggetti con particolari problemi delle vie respiratorie e ipertesi (e già, il fumo finisce per ridurre l’elasticità delle arterie. Aumenta quindi il post-carico e la pressione arteriosa schizza in alto, con buona pace del resto degli organi).

Il sospetto che dietro ci siano le multinazionali del tabacco che esercitano pressioni sulla nostra politica e sui mezzi di comunicazione non è così tanto velato.

Perchè dico questo?

Lo dico perchè, se nel caso delle

sigarette tradizionali il danno per l’organismo è scontato

(tanto da non riuscire a capire come si possa sol pensare di mettere una sigaretta in bocca), le sigarette elettroniche più vendute al mondo (senza nicotina) non contengono sostanze nocive.
Semmai potrebbe rivelarsi necessaria una regolamentazione per le sigarette elettroniche che contengono nicotina. Ma a quel punto perchè non paragonarle ai cerotti venduti per smettere di fumare o le gomme da masticare vendute SENZA PRESCRIZIONE MEDICA in ogni farmacia.

In tutti i casi la sigaretta elettronica più dannosa non emetterebbe quelle sostanze derivanti dalla combustione incompleta di tabacco e carta: catrame; VOC (benzene. E’ cancerogeno); idrocarburi policiclici aromatici; particolato; nicotina (nella sua forma volatilizzata dal calore); ammine e ammoniaca; e tante altre sostanze ossidanti.

Secondo l’autorevole opinione di Umberto Veronesi, le sigarette elettroniche potrebbero salvare la vita a 30 mila persone all’anno.

Ed invece lo stato aumenta la tassazione e complica le cose.

Ecco quindi che l’ombra degli interessi, delle lobby e di una politica fatta ad uso e consumo del palazzo prendono sempre più piede dentro ogni cittadino, indipendentemente dal suo orientamento.

Cosa ne pensate care lettrici?

Sono troppo in malafede e dietrologa?

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