Ha preso il via nella mattinata di oggi, lunedì 28 novembre, il piano sicurezza per la città di Milano. La conferma di attivazione dell’operazione è arrivata direttamente dal prefetto Marangoni: “Le vigilanze fisse sono iniziate questa mattina alle 07:00, nel pomeriggio e in serata le pattuglie miste. Quindi tutto secondo previsione come avevamo detto. Un primo contingente di 100 uomini è già arrivato da oggi, nei prossimi giorni arriveranno anche gli altri 50. La programmazione è in pieno atto e viene attuata come era stato previsto: se andate fuori li trovate già da questa mattina alle 7 nelle vigilanze fisse, mentre nel pomeriggio a partire dall’una troverete le pattuglie miste in quelle tre zone che conosce: San Siro, Corvetto e Padova. In centro poi inizieranno dall’inizio del mese”.

I pattugliamenti misti si andranno ad aggiungere alle attività di vigilanza fissa in piazzale Loreto, Darsena, piazza Castello, stazione Bonola della metropolitana rossa, hup dei profughi di via Sammartini e la piazza Duca d’Aosta. Altri militari saranno impegnati in altre zone critiche come piazzale Maciachini, via Imbonati, Giambellino-Lorenteggio, Lambrate, Rogoredo, Stadera-Spaventa, Corso Como-piazza Gae Aulenti, corso Buenos Aires-Porta Venezia e San Babila. L’obbiettivo, infatti, è quello di non lasciare nulla al caso in modo da presidiare anche le frequentatissime vie dello shopping durante il periodo natalizio.

In merito all’avvio dell’operazione sicurezza a Milano è intervenuto anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni: “E’ una cosa utile. L’avevo inventata quando ero al governo con il ministro La Russa, si chiamava Strade Sicure: mettere insieme militare e forze dell’ordine per liberare le forze dell’ordine per fare altre cose. La domanda è sarà sufficiente? A differenza di allora adesso c’è una situazione dell’immigrazione che non è gestita come si deve. E’ sicuramente utile ma temo che non sia sufficiente. Bisogna intervenire sull’immigrazione risolvendola alla fonte: bloccando gli arrivi e facendo i rimpatri. Altrimenti non risolverà il problema”.

Soddisfatti anche alcuni residenti della zona che hanno commentato con un semplice “era ora”. Per altri, invece, non basta l’esercito per risolvere tutti i problemi di criminalità della città.

 

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