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Il sito sulla salute DrEd attraverso un sondaggio ha scoperto che il cosiddetto Sexting non è un fenomeno diffuso solo tra gli adolescenti ma riguarda anche adulti.

Il sondaggio, che ha coinvolto 2.000 persone, ha avuto come obiettivo principale quello di scoprire la frequenza con cui vengono trasmesse e condivise foto, video e testi con contenuto sessualmente esplicito.

Questo è, in sostanza, il Sexting: inviare, ricevere e condividere contenuti multimediali erotici ed espliciti, spesso realizzati e diffusi attraverso lo smartphone.

 

Sexting: una pratica adolescenziale ma anche adulta

Il sondaggio del portale DrEd, nello specifico, ha scelto un campione di 2.000 persone (americane ed europee) per individuare non solo la frequenza con cui vengono trasmesse foto, video e testi erotici o sessualmente espliciti ma anche altri dettagli: le zone del corpo più fotografate o videate e, poi, inviate e condivise ed il relativo riflesso sulla vita sessuale reale.

Adolescenti e giovani americani di età compresa tra 18 e 24 anni hanno praticato il Sexting nel 40% (maschi) e nel 36% (femmine) dei casi; i dati europei di questa fascia di età si riducono al 33% dei ragazzi ed al 31% delle ragazze.

Per gli adulti (dai 45 anni in su) la percentuale si riduce: il Sexting viene praticato dal 26-27% degli americani e dal 20-21% degli europei.

Chi non lo pratica si considera soddisfatto della propria vita sessuale al 19%.

 

Riflessi nella vita di coppia

Gli uomini sono maggiormente coinvolti dal Sexting e lo studio del sito DrEd evidenzia che questa pratica porta a migliorare il rapporto di coppia.

Lo migliora nel senso che chi invia e chi riceve si sente sessualmente più appagato nella relazione amorosa, intimamente più soddisfatto.

I dati, in questo senso, riportano che il 61% di chi pratica quotidianamente ed il 42% di chi lo fa settimanalmente ha notato un miglioramento nella propria vita sessuale e intima.

 

Le parti del corpo più mostrate

Quali sono le parti intime del corpo più fotografate o riprese e condivise?

Oltre il 50% delle donne americane ed il 43% delle europee invia foto che ritraggono il loro seno.

La stragrande maggioranza degli uomini tendono ad inviare foto del pene: il 29% degli americani ed il 21% dei maschi europei invia e condivide immagini di parti intime senza veli, esplicite, completamente nude contro i rispettivi 8-10% delle donne.

Il nudo totale viene inviato dal 15% degli uomini americani, il 14% degli europei ed il 4% delle ragazze americane (contro il 9% delle europee).

Gli americani sono più inclini al Sexting, ma restano i ragazzi tra i 18 ed i 24 anni i più attivi.

 

Dopo le gioie, i pericoli

Dopo le gioie legate al miglioramento del rapporto di coppia ed alla maggiore soddisfazione sessuale, passiamo ai pericoli.

Il Sexting si presta inesorabilmente alla ricezione di messaggi a sfondo sessuale non desiderate: il 22% degli uomini ed il 41% delle donne ha ricevuto messaggi non graditi.

Ancor peggio (e questo riguarda soprattutto adolescenti e ragazzi) questa pratica si lega al gioco insano del cyberbullismo, alla diffusione di immagini e video privati espliciti che vanno a finire nelle mani sbagliate e che hanno come conseguenza ricatti, insulti e persecuzioni da parte di aguzzini digitali che diffondono nei social network video e foto senza il consenso del diretto interessato, istinti suicidi per la vergogna da parte di vittime ingenue.

Gli stessi ‘fidanzati’ delle ragazze inviano sui social agli amici foto e video osé della loro partner che, poi, finiscono per diffondersi online.

La giustizia è impreparata, i social non intervengono

La giustizia non è pronta, è impotente di fronte a questo fenomeno; i social network non intervengono.

Una ragazza vittima di cyberbullismo derivato da Sexting che è riuscita a superare vergogna, rabbia e shock racconta che ora agisce da sentinella del web e rimuove video espliciti per salvare altre ragazze; è una sorta di agente anonimo del web e non rivela di certo il suo nome.

In Italia, nell’arco di 2 anni, le denunce di sexy estorsioni (sextortion) alla Polizia postale sono quadruplicate passando da 400 nel 2013 a 1700 nel 2015: ovviamente, non tutti hanno il coraggio di denunciare, quindi i casi possono essere molti di più.

Tutto comincia con un innocuo Sexting, uno scambio di messaggi e video svestiti, erotici o anche espliciti e si evolve in un incubo di minacce e ritorsioni.

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