Gent.ma avvocato,
mi sto separando da mio marito, avremmo pensato ad una consensuale non avendo figli ed essendo in separazione dei beni. Attualmente abitiamo nella casa di proprietà di mio marito, ed io avendo uno stipendio molto basso non posso permettermi né di pagare l’affitto per un’altra casa né di prendere un mutuo. Naturalmente mio marito vorrebbe continuare a vivere a casa sua. Posso chiedere al giudice di assegnarmi la casa dato che mio marito guadagna molto più di me?
La ringrazio.
Carla

Cara Carla,
se volete fare una consensuale dovrete trovare un accordo su tutto anche sulla casa in cui abitate. L’assegnazione della casa coniugale non costituisce una misura assistenziale per il coniuge che dal punto di vista economico è più debole (Cass. 18440/2013). Il provvedimento di “assegnazione della casa familiare” infatti trova la sua ratio nell’assicurare adeguate condizioni di vita e formazione della prole. In assenza di prole, chi è proprietario esclusivo dell’immobile ha il diritto di rimanere nella sua casa. Il giudice della separazione potrebbe anche non emettere un provvedimento di assegnazione in favore di tuo marito, che è del tutto superfluo (Cass. 6661/2003) ma in ogni caso tuo marito potrà allontanarti dall’immobile esercitando un’azione giudiziale a tutela del suo diritto di proprietà.
Non conosco i tuoi redditi e quelli di tuo marito ma qualora vi fosse una profonda disparità potresti provare a chiedere un assegno di mantenimento ma sempre in sede di separazione giudiziale.
Saluti

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