Nel corso delle ultime ore c’è stata una videoconferenza sulla scuola.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha voluto affrontare il tema, confrontandosi con più di 50 interlocutori. A tal proposito, la ministra Azzolina ha riassunto parte del discorso, dicendo la sua:

“Abbiamo preso in considerazione due opzioni, che necessitano di mantenere misure di distanziamento. Ad esempio, potrebbero esserci i pannelli in plexiglass nelle aule tra i banchi. Oppure, si potrebbe pensare a tensostrutture e opere di edilizia leggera nelle aree esterne.

Tuttavia, non penso siano possibili doppi turni, sdoppiamenti delle classi. Guardo piuttosto ad una rimodulazione oraria”. Inoltre, per tutti gli alunni con difficoltà respiratorie, suggerisce l’utilizzo di visiere al posto delle mascherine“.

Allo stesso tempo però, va detto che non si dispone delle risorse economiche necessarie. Pertanto, sono tutte ipotesi che potrebbero attuarsi solo nel caso in cui si dovessero effettuare degli investimenti.

Essi saranno validi non soltanto sulla scuola, ma anche per l’università.

Le parole di Conte

A commentare il ritorno a scuola in Italia, ci ha pensato anche Conte.

Secondo lui, bisognerà impegnarsi al massimo per poter ripartire in totale sicurezza. Ecco alcune sue parole in merito:

L’obiettivo è quello di tornare a scuola tutti insieme, in piena sicurezza. Dobbiamo rientrare in presenza, guardarci negli occhi.

Sulla scuola tutti noi giochiamo una partita importante, parliamo del percorso formativo dei nostri ragazzi. L’emergenza ci ha preso all’improvviso: abbiamo dovuto chiudere gli edifici scolastici”.

Ed ha aggiunto:

“Abbiamo tutti imparato qualcosa in questi mesi di video lezioni, ma ci sono state distorsioni. Le famiglie non erano preparate, alcune non disponevano di dispositivi elettronici sufficienti.

Insomma, questo è il futuro. Io ho un figlio piccolo ed è impossibile staccarlo dal cellulare. Fino a quando tutto il Paese non avrà un accesso gratuito a internet, la Didattica a distanza continuerà a evidenziare il divario digitale già esistente”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.