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Senso di sconforto e depressione reattiva

Il senso di sconforto è un sentimento piuttosto comune tra le persone, quando questo raggiunge livelli molto alti, si è soliti far riferimento a una vera e propria patologia: la depressione reattiva.

Si tratta di una malattia mentale che appartiene ai disturbi dell’umore, conseguenza di un grave lutto, della fine di una relazione d’amore, di un insuccesso a scuola o in ambito lavorativo.

Tutti, prima o poi, ci ritroviamo a dover fare i conti con la morte di una persona cara, con risultati poco soddisfacenti e con le varie difficoltà e intoppi che la vita ci mette davanti. Ognuno reagisce a questi eventi in maniera diversa, a seconda del proprio carattere ma anche dall’appoggio che in quei momenti riceve da chi gli sta intorno: ci sono persone che riescono ad affrontare bene i periodi difficili e chi, invece, cade nello sconforto più buio.

Si perde la voglia di vivere, ci si sente dei falliti, si tende a vedere tutto in maniera assolutamente negativa, come se non ci fosse una via d’uscita.

Questa forma di depressione può insorgere a qualsiasi età, ma è molto diffusa nell’adolescenza e tra gli anziani. I primi perché non avendo ancora un carattere formato sono maggiormente esposti alle delusioni, che siano d’amore o in altri ambiti della vita. Sono in media più fragili, sensibili e non completamente in grado di gestire il proprio umore. Gli anziani, invece, sono particolarmente esposti perché per problemi fisici hanno una minore resistenza allo stress.

Le donne sembrerebbero essere maggiormente predisposte allo sviluppo di tale patologia.

Spesso non è un solo evento traumatico a provocare la malattia, bensì la somma di eventi dolorosi accaduti in passato e mai superati del tutto.

I sintomi maggiormente diffusi della depressione reattiva sono: pigrizia e riduzione dell’attività accompagnate da stanchezza, mancanza di forze, tristezza, caduta dell’umore, sensazione di eventi catastrofici imminenti, bassa autostima e sfiducia nei propri mezzi, propensione al pianto.

E ancora: disturbi fisici (cefalee, gastrite..), alimentari e del sonno, manie suicide.

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