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Sclerosi multipla: al via la sperimentazione clinica con l’uso di cellule staminali e il paziente numero uno è un italiano.

“From dream to reality”, ovvero dal sogno alla realtà.

Questo il titolo presentato alla sessione di lavoro, durante il Congresso europeo sul trattamento e la cura della sclerosi multipla (Sm), Ectrims, di Lione.

Durante il suo svolgimento l’ italiano Antonio Uccelli ha illustrato le potenzialità delle cellule staminali adulte per il trattamento della malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale. E che  in Italia conta oltre 65mila pazienti.

Uccelli ha proclamato quindi  l’avvio della sperimentazione clinica sull’uomo, a livello globale, basata proprio sulle cellule staminali mesenchimali adulte.

Il primo paziente , al quale le staminali sono state trapiantate solo alcune settimane fa, è italiano ed è in cura a Genova.

La comunità scientifica, dice Uccelli, ”ha dato enorme risalto all’avvio di questo studio di fase due sull’uomo. Si tratta infatti del primo studio, denominato ‘Mesems’ e il più ampio mai effettuato finora con staminali su pazienti con sclerosi multipla, che potrà dare una risposta definitiva sulla efficacia delle cellule staminali contro questa patologia. Dalla comunità scientifica internazionale, dunque, l’avvio di un test di tali dimensioni sull’utilizzo delle staminali è stato considerato un sogno che diventa appunto realtà”.

In Italia i centri coinvolti sono l’Università di Genova, l’Ospedale San Raffaele di Milano, l’Ospedale di Verona e gli Ospedali riuniti di Bergamo, nei cui laboratori si produrranno le staminali da usare nei test.

I primi risultati sono attesi per il 2015.

staminali

 

1 commento

  1. Vergogna! Il PMC Clinic in Rotterdam faceva queste cose già nel 2006. Io lo so perchè sono andato per accompagnare un malato di SM. Effetti? Quelli immediati sono stati impressionanti (dopo 2 ore dal trapianto muoveva il braccio che era paralizzato da oltre 2 anni), poi miglioramenti per circa 6/7 mesi ma poi lentamente è tornato indietro (con le staminali non si guarisce, ma si rimette indietro l’orologio della malattia). Quando è stato chiesto il rimborso della terapia (circa € 10.000,00) i “professoroni” tra cui alcuni neurologi universitari, hanno detto che la terapia non serve a nulla. Ora perchè ci mettono il loro nome dietro (e ci guadagnano) è una cosa ottima.

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