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Lo sbadiglio è conosciuto fin dal mondo antico, la sua presenza è stata riscontrata persino nei pesci ossei che popolano il nostro Pianeta da 200 milioni di anni. La sua natura cambia a seconda della specie animale dal quale viene prodotto, può indicare stanchezza, noia, fame, stress, o essere la conseguenza di un cambio di attività come passare dal sonno alla veglia o viceversa.

Un altro aspetto molto conosciuto dello sbadiglio è il suo essere molto contagioso, ma finora nessuno sapeva che questa caratteristica è fortemente legata al livello di empatia che scorre tra le persone. In poche parole, più forte è il legame affettivo tra la persona che sbadiglia e chi si trova davanti, più probabilità ci sono che questa venga contagiata e ricambi lo sbadiglio. È questo il risultato di una ricerca condotta da Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi, dell’Università di Pisa (Museo di storia naturale e del territorio) e dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) di Roma.

“Lo sbadiglio ‘contagioso’ è un fenomeno più ‘moderno’ – spiega Elisabetta Palagi – dimostrato finora solo in alcune scimmie e nell’uomo e ipotizzato anche per animali con capacità cognitive e affettive sviluppate come il cane. Nell’essere umano normalmente lo sbadiglio può essere evocato da un altro sbadiglio entro 5 minuti.”

Tempo di contagio che diminuisce se il legame tra le persone è forte, come tra familiari e coppie, mentre aumenta gradualmente tra conoscenti e sconosciuti, in quest’ultimo caso il contagio è minimo.

Più forte è il livello di empatia più probabile e veloce sarà il contagio dello sbadiglio. Quindi non temete, se lui sbadiglia non si sta annoiando..vi ama!

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