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Qualcuno di voi è ancora in vacanza e si sta godendo gli ultimi momenti di meritato riposo, altri invece sono già rientrati dalle ferie Ma oggi la cronaca ci racconta la disavventura di un turista di mezza età che rischiava di fare ” la fine di un cefalo”, e non in senso metaforico.
L’uomo, mentre stava facendo il bagno nelle acque di San Foca (Lecce), in un punto dove il mare era profondo, è rimasto impigliato in un filo da pesca con tanto di amo e piombo ancora attaccati.

La cordicella di nylon si era attorcigliata fra le gambe e la pancia.
A peggiorare le cose un mare piuttosto agitato da un vento di tramontana.
Il bagnante, compreso il pericolo che correva, ha gridato con tutte le sue forze e, fortuna ha voluto che un agente della Polizia ferroviaria si accorgesse della difficoltà.
Il poliziotto si è subito gettato in mare e ha raggiunto l’uomo a nuoto, portandolo nel punto dove l’acqua era più bassa.

Nel frattempo è arrivato il bagnino con il pedalò di salvataggio ed insieme hanno portato il turista a riva dove gli è stato sbrogliato tutto il filo che aveva attorcigliato le gambe.
L’uomo è stato fortunato e speriamo che la prossima volta rifletta prima di fare il bagno con il mare agitato.

SALENTO: GALLIPOLI, OTRANTO E LEUCA

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