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 A  meno di 24ore dal lancio di “Toxic Fur”  della  campagna anti-pellicce della LAV sulle sostanze tossiche trovate in alcune pellicce per bimbi  una delle 5 aziende coinvolte, “Il Gufo”, con un comunicato stampa ha annunciato l’immediato ritiro dal mercato del prodotto contaminato.

Nella giornata di ieri sono stati diffusi dalla Lav i dati su un’ indagine di laboratorio, fatti su 6 capi d’abbigliamento di 5 note marche, in vendita in Italia a Milano, Monza, Roma e online.

I risultati denunciavano la presenza di alcune sostanze chimiche con valori superiori ai requisiti obbligatori presenti nella legislazione europea, relativa alle sostanze chimiche (Reach) pericolose in articoli in pelle e pelliccia e nei più diffusi standard industriali privati.

 Il capo in questione  tolto dal commercio dall’azienda ‘Il Gufo’ è il ‘Giaccone piuma‘ con inserto in pelliccia di Murmasky (cane-procione), per bambino di 18 mesi.

 Dalle analisi di un campione di questo prodotto, eseguita dal laboratorio di analisi chimiche dell’Istituto Buzzi di Prato, è stata confermata la presenza di Formaldeide in quantità fino a 10 volte superiore a quanto previsto dai più rigorosi standard industriali di sicurezza, oltre ad altre sostanze classificate come tossiche o possibili cancerogeni tra cui Pentaclorofenolo, Nonilfenolo Etossilato, Cromo, Piombo, Alluminio, Idrocarburi Policiclici Aromatici (Fenantrene e Naftalene).

 La filiera di produzione dell’industria della pellicceria prevede l’impiego di sostanze classificate anche come CMR – cancerogene e tossiche che inevitabilmente lasciano tracce nel prodotto finito, con possibili conseguenze anche per chi chi lo indossa.

pellicce bimbi

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