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E’ quanto dimostra uno studio della Penn State University, pubblicato recentemente sulla rivista Cancer, Epidemiology, Biomarkersand Prevention, che ha valutato i dati di circa duemila fumatori americani.

Sono stati analizzati i livelli nelle urine di biomarcatori specifici della presenza di carcinogeni dovuti al tabacco.

I ricercatori hanno scoperto che il tasso di sostanze nocive in chi fuma entro i primi cinque minuti da quando si sveglia è doppio rispetto chi aspetta  un’ora.

Oltre ad indicare il  livello di dipendenza da nicotina, il momento della prima sigaretta appare dunque  come il secondo indicatore di “nocività” del fumo subito dopo il numero di sigarette fumate durante la giornata.

E come dimostrato anche da altri studi, accendersi la sigaretta subito dopo il risveglio aumenta anche il rischio di malattie tumorali.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno il fumo uccida ben sei milioni di persone nel mondo.

70mila solo in Italia, di cui circa 40mila per neoplasia polmonare, 10mila per altre malattie legate al tabacco e oltre 20mila per malattie cardiovascolari.

 Nonostante la consapevolezza sui danni causati dal tabacco e la crisi economica, il 76,2 per cento di quanti continuano a fumare non ha  cambiato le sue abitudini e non intende smettere.

Infine le sigarette pare vengano messe al penultimo posto della lista delle spese da tagliare per far fronte alla mancanza di liquidità.

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