La rinoplastica può intervenire sul naso in diversi modi. La modifica della punta è solo uno dei tanti cambiamenti eseguibili, e anche all’interno di questo ambito è possibile operare in maniera differente. Nella maggior parte dei casi si agisce sulla punta del naso per ridurne il volume, ma esistono anche altri tipi di modifiche.

Rinoplastica punta del naso: la procedura

Tutte le modifiche apportate in sede nasale si ottengono modellando le cartilagini alari, ovvero quelle strutture di sostegno che danno la forma al naso. In alcuni casi si interviene anche sui lobuli delle narici, per ridurne l’eccessiva sporgenza laterale, o sulle narici stesse, con l’obiettivo di restringerle e renderle meno evidenti. Quando la pelle del naso è particolarmente spessa e rigida, risultano necessarie tecniche particolari per affinare la punta.

Rinoplastica punta del naso: gli interventi

L’obiettivo è quasi sempre quello di rendere la punta più sottile e graziosa, ma il miglioramento non può superare certi limiti, dal momento che è condizionato dallo spessore della pelle, che non può essere modificato. Si può quindi intervenire variando l’inclinazione della punta, sollevandola ed aumentando l’angolo naso-labiale. Dopodiché sarà ridotta la sporgenza portandola in equilibrio rispetto alla nuova altezza del dorso nasale, evitando così qualsiasi risultato antiestetico.

Ecco in breve tutti gli interventi possibili sulla punta del naso: scorciare, raddrizzare, armonizzare, sollevare, ruotare in alto. Un metodo per sollevare la punta consiste nel collocare un piccolo sostegno di cartilagine prelevata dal setto nasale del paziente stesso.

Rinoplatica e tamponi

Una delle preoccupazioni più diffuse tra coloro che si sottopongono alla rinoplastica è il dolore postoperatorio associato all’uso dei tamponi. Negli ultimi tempi, però, se da una parte si è fatto in modo di rendere più confortevoli i tamponi, dall’altra sono state sviluppate tecniche che non comprendono il loro utilizzo. Ciò avviene sia in caso di interventi di rinoplastica puramente estetica sia in quelli di tipo funzionale.

Rinoplastica: intervento senza tamponi

Estetica e funzionalità non sono sempre separati. Infatti, una naso che presenta certe peculiarità, come gobba, dimensioni eccessive, punta aquilina, si associa spesso anche a difficoltà respiratorie. La causa è da imputare ai turbinati, strutture carnose situate all’interno delle fosse nasali. Servono per respirare ma, se si gonfiano, danno problemi ed espongono a una serie di patologie, come riniti allergiche recidive, riniti croniche vaso-motorie, cefalee, apnee notturne.

La soluzione è l’intervento chirurgico. Una volta sgonfiati i turbinati, il paziente recupererà la normale funzionalità respiratoria. La procedura consiste nello sgonfiamento dei turbinati ipertrofici e nella successiva sutura. Le ferite, essendo ricucite, non sanguinano. Ecco perché non è necessario usare i tamponi. Non solo, il paziente avvertirà anche meno dolore dopo l’intervento. Ciò è legato al fatto che le ossa del setto nasale, invece di essere rotte, vengono indebolite.

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