Proseguono ininterrottamente le attività di scavo a Rigopiano dove una valanga ha interamente sommerso il resort che si trovava nella zona. Al momento il bilancio è di sei vittime e 23 dispersi. Dai primi riscontri autoptici, eseguite dai dottori Ildo Polidoro e Cristian D’Ovidio, emerge che due delle vittime della valanga dell’hotel Rigopiano sono decedute a causa dei traumi e del freddo. Arrivano nuovi racconti anche dai superstiti, ma ciò che desta ancora più rabbia e dolore sono le richieste di aiuto inviate dall’hotel rimaste inascoltate.

Dopo il susseguirsi delle scosse avvenute il 18 gennaio l’amministratore unico dell’hotel Rigopiano, Bruno Di Tommaso, aveva inviato una mail direttamente alla prefettura di Pescara, al presidente della Provincia, alla polizia provinciale e al sindaco di Farindola, segnalando quanto la situazione stesse diventando preoccupante e chiedeva un intervento nella zona dell’hotel. Dalla e-mail inviata dall’amministratore unico dell’hotel si può leggere: “i clienti sono terrorizzati dalle scosse sismiche e hanno deciso di restare all’aperto. Non potendo ripartire a causa delle strade bloccate, sono disposti a trascorrere la notte in macchina. Con le pale e il nostro mezzo siamo riusciti a pulire il viale d’accesso, dal cancello fino alla Ss42. Consapevoli delle difficoltà generali, chiediamo di predisporre un intervento al riguardo. Certi della vostra comprensione, restiamo in attesa di un cenno di riscontro”.

Questa email non fa che aumentare la polemica per l’allarme che evidentemente è stato ignorato dalle autorità sollecitate dall’amministratore unico dell’hotel Rigopiano. La zona di Rigopiano, alle pendici del Gran Sasso, risultava già isolata e la Provincia di Pescara ne era a conoscenza. Nell’arco della stessa giornata poi si era sollecitato anche l’intervento con una turbina che però non ha mai raggiunto la zona. 

Per quanto riguarda la situazione dei soccorsi i Vigili del fuoco e gli altri addetti sono al lavoro per il quinto giorno consecutivo. La pioggia non ferma i soccorsi poiché c’è ancora qualche speranza di trovare vivo qualcuno. Attualmente le vittime accertate sono 6, mentre i dispersi sono ancora 23.

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