Si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime della slavina che lo scorso 18 gennaio ha travolto l’hotel Rigopiano a Farindola. I soccorritori lavorano senza sosta, ma ora con un peso in più. Il bilancio delle vittime, infatti, si è aggravato con il proseguire delle operazioni di scavo: il bilancio attuale delle vittime è di 21, mentre il numero dei dispersi è sceso a 8.

I soccorritori nelle ultime 24 ore hanno raggiunto il cuore del resort travolto dalla valanga di neve e hanno scavato senza sosta nella zona tra la hall, il bar e le cucine. 

Con il proseguire delle operazioni di scavo proseguono anche le indagini avviate dalla Procura di Pescara per ricostruire tutti gli avvenimenti, sia quelli precedenti sia quelli immediatamente successivi al disastro. Al momento si procede per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Gli occhi sono puntati sulla telefonata di Quintino Marcella, uno degli uomini contatti da Parete che si trovava a Rigopiano con la famiglia. L’allarme lanciato da Parete grazie all’aiuto di Marcella venne ignorato da una funzionaria della Prefettura perché ritenuta falsa. All’attenzione della Procura anche i fascioli sugli eventuali abusi edilizi relativi alla costruzione del resort Rigopiano e le decisioni sull’apertura e lo stato di esercizio dell’hotel  e sulla viabilità di accesso allo stesso. La Procura, infatti, ha già precisato che la comunicazione circa l’allerta valanghe era già a stata comunicata tre-quattro giorni prima a tutte le istituzioni. 

Cristina Tedeschini, procuratore aggiunto di Pescara, ha subito precisato che l’ultimo filone dell’inchiesta relativo alle decisioni, stato di esercizio dell’hotel e viabilità sono un fatto, come le interferenze nelle comunicazioni e i ritardi, ma non è detto che siano rilevanti ai fini di indagine. Se poi dalle indagini effettuate dovesse emergere che era stata ordinata e tale ordine non è stato dato da chi di dovere, solo in questo caso potrebbe configurarsi una responsabilità penale. 

 

 

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