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Rete 180 – la voce di chi sente le voci

Lo scorso 14 marzo, Rete 180 – la voce di chi sente le voci ha preso parte all’Assemblea Generale delle Radio della Salute mentale organizzata alla Fabbrica del Vapore di Milano. L’evento è stato un’occasione per discutere di un nuovo progetto che sta per decollare: un network che metterà insieme tutte le 25 radio della salute mentale.

Ma cos’è Rete 180? Quando è nata? Con quale scopo? “Tutto ha inizio durante una trasmissione televisiva, il MAURIZIO COSTANZO SHOW, al quale partecipano alcuni ospiti del Centro Psico Sociale – si legge sul sito ufficiale di Rete 180 – Davanti a una platea numerosa uno dei pazienti riesce a parlare della propria patologia con assoluto distacco, comportandosi con tranquillità.” Questo episodio invita alla riflessione e “fa maturare l’idea di un trattamento sanitario atipico: la radio.”

La struttura che ha permesso la partenza del progetto è l’Unità Operativa di Psichiatria dall’Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova. “Rete 180 nasce a livello sperimentale il 10 ottobre 2003 in occasione della giornata mondiale della salute mentale”, e deve il suo nome alla legge 180 del 1978, nominata legge Basaglia, che regola i trattamenti sanitari volontari obbligatori per la malattia mentale.

Rete 180 trasmette su internet 24 ore su 24 al sito www.rete180.it e conta su una redazione formata da 12 redattori, due tutor, un direttore artistico (dottor Enrico Baraldi) e l’editore (dottor Giovanni Rossi). “I redattori sono persone che hanno avuto e/o hanno attualmente disturbi di valenza psichiatrica fra cui spiccano patologie con deliri visivi e uditivi… le famose ‘voci’.”

Oggi Rete 180, pur continuando a destinare le proprie attività radiofoniche a utenti con disagi mentali, ha cambiato forma e ha nuovi obiettivi. Ora è un circolo Arci e intende “estendersi alle associazioni di volontariato del territorio, per aprire i microfoni anche alle loro voci”, con l’obiettivo di “diventare la radio del volontariato mantovano, dando voce alle associazioni, intensificando il reticolato di rapporti tra di esse, facendo parlare utenti e volontari, mettendo loro a disposizione spazi, attrezzature, mezzi di comunicazione e soprattutto una redazione.”

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