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“Volevano sapere dove abitassero due mie amiche ma io non ho detto nulla e loro mi hanno picchiato e costretto ad andare in macchina con loro; mi dicevano che se non avessi detto dove abitavano le mie amiche mi avrebbero ammazzato”.

Io non so quali fossero le intenzioni di questi uomini nei confronti delle due ragazzine, ma penso che il 15enne abbia fatto un gesto eroico, resistendo all’”interrogatorio” senza cedere, nonostante alla fine ne sia uscito con diversi lividi e il naso fratturato.
I poliziotti che lavorano nei Commissariati sono abituati a vederne di tutti i colori, ma ci sono fatti che lasciano senza parole, come questo accaduto a Ragusa.
Tutto inizia durante una serata in un bar, in un paesino vicino al capoluogo siciliano.

Il gruppo è eterogeneo, ci sono giovani, giovanissimi e alcuni adulti.

Qualcuno alza il gomito e comincia a fare degli apprezzamenti pesanti nei confronti di due sorelle. Si tratta del 36enne arrestato, il quale viene però allontanato dagli amici delle due ragazzine che intervengono per difenderle.
La serata continua e tutti pensano che la faccenda sia finita lì. Invece l’uomo se ne va solo per andare a chiedere rinforzi e torna insieme a due suoi amici.

Una volta davanti al bar la compagnia si è disgregata, è rimasto solo il 15enne che sta andando via in motorino e che viene colpito da due degli uomini e fatto cadere a terra, mentre il terzo si limita ad osservare la scena.
E lì, i due arrestati iniziano a picchiarlo, poi lo trascinano nella loro auto e partono alla volta di Ragusa, dove continuano le botte, perché il ragazzo vuole proteggere le sue coetanee e si rifiuta di fornire qualsiasi informazione su di loro.
Alla fine, i sequestratori abbandonano il 15enne per strada ma prima lo minacciano “non chiamare la Polizia e non dire nulla altrimenti…”.
Per fortuna nel frattempo, il fratello del ragazzo ha chiamato il 113, “mio fratello ha litigato con delle persone più grandi, lo hanno picchiato e poi sono spariti, aiutatemi a trovarlo, temo il peggio, non ha con sé neanche il cellulare”
A queste parole, i poliziotti si mettono subito alla ricerca del ragazzo.

Il resto della notte, gli agenti della Squadra mobile e delle volanti lo passano tra perquisizioni e convocazioni in Questura di persone che possono sapere qualcosa e pattugliando una vasta zona di territorio.
I poliziotti trovano il ragazzo solo la mattina, accasciato a terra e ferito vicino alla stazione dei bus a Ragusa.

Lui, come vede la volante chiede aiuto e viene soccorso dai poliziotti.

In ospedale gli riscontrano la frattura del setto nasale, dellema è salvo e finalmente tra le braccia dei genitori può indicare chi sono i suoi aggressori che vengono arrestati.

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