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Ragazzina bulla costretta a indossare vestiti brutti

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Ogni giorno ci giungono notizie su atti di bullismo a scuola, ma questa storia è particolare rispetto a quelle che normalmente ascoltiamo al Tg o leggiamo sul giornale. Questa racconta l’esperienza di una madre, Ally, che dopo aver scoperto che sua figlia Kaylee si comportava male nei confronti di una sua compagna di classe, costantemente presa in giro per il suo abbigliamento, ha deciso di ripagarla con la stessa moneta.

La ragazzina vittima del bullismo di Kaylee, per non essere costretta a subire le continue critiche della compagna, aveva smesso di andare a scuola. Quando la notizia è giunta all’orecchio della signora Ally, è scattata la punizione, decisamente curiosa ma efficace.

Kaylee è stata obbligata ad andare a scuola indossando dei vestiti orribili, appositamente acquistati dalla madre in un negozio di abiti usati. Per alcuni giorni Kaylee è stata vittima delle prese in giro degli amichetti, trovandosi così nei panni di quella compagna che lei aveva preso di mira.

Morale della favola? Ally è riuscita a far capire alla figlia che il suo comportamento era stato scorretto e cattivo. Subire il bullismo, e non esserne l’artefice, ha fatto sì che Kaylee capisse il suo errore e si rendesse conto di come le critiche possano ferire profondamente chi le riceve.

Alcuni psicologici hanno però criticato la decisione della signora Ally, sostenendo che una simile punizione basata sull’umiliazione tenda a danneggiare il rapporto tra genitori e figli.

Voi cosa ne pensate? La signora Ally ha fatto bene a punire in quel modo la figlia?

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