Quando andare al pronto soccorso

I sovraffollamento del pronto soccorso è spesso dovuto alla presenza di persone che, per la tipologia dei loro disturbi, non dovrebbero trovarsi lì. Troppi cittadini non conoscono il corretto utilizzo di questo servizio e si recano al pronto soccorso per i sintomi più banali, da qui l’importanza di istruire la cittadinanza, in modo da ridurre al minimo i tempi di attesa.

Ogni persona dovrebbe conoscere con precisione i casi in cui è necessario recarsi al pronto soccorso, ovvero quando compaiono sintomi, spesso improvvisi, che riguardano lo stato di coscienza, l’equilibrio psichico, la funzione motoria o la sensibilità, la respirazione, la capacità di compiere degli sforzi e la normale funzione intestinale o urinaria.

È inoltre opportuno recarsi al pronto soccorso quando si manifesta un dolore mediamente intenso a livello del torace, addome, cranio e quando si è subito un trauma in grado di provocare lesioni.

In linea di massima, quindi, il pronto soccorso va utilizzato quando i disturbi non possono essere risolti dall’intervento del medico di famiglia, dal pediatra o dai medici della continuità assistenziale (ex guardia medica).

Quando il quadro clinico non appare preoccupante, se i sintomi di patologie croniche non hanno subito variazioni improvvise, se non c’è il rischio di complicazioni imminenti, è bene non recarsi al pronto soccorso, affidandosi, volendo, a una delle figure citate in precedenza.

Evitate visite inutili: sareste solo di intralcio ai casi più gravi e urgenti. Il buon funzionamento del pronto soccorso dipende da tutti noi, dall’utilizzo che noi ne facciamo. Tenere a mente queste semplici dritte è quindi di fondamentale importanza per la nostra salute e per quella altrui.

Altro promemoria importante: al pronto soccorso ha la precedenza il paziente più grave, non chi arriva per primo.

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