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Informazioni sul microchip dei cani

Il microchip rivela tutta la sua importanza in caso di smarrimento dell’animale su cui è impiantato. Si tratta di un apparecchio della grandezza di un chicco di riso (11×2 millimetri), una capsula in vetro biocompatibile, inserito in un ago monouso che può essere applicato su una siringa o un altro iniettore sterile. Una volta impiantato sul cane, lo accompagnerà per tutta la vita, senza recargli danni fisici o psicologici.

Secondo la legge italiana, va inserito entro e non oltre il secondo mese di vita. Non solo, tale normativa prevede inoltre che non si possa vendere o regalare un cane prima di aver impiantato il microchip, ma sono ben pochi gli allevatori che rispettano tali direttive.

Il microchip deve essere applicato esclusivamente da un veterinario abilitato in ambulatorio. L’inserimento avviene tramite un’iniezione sottocutanea nella zona laterale sinistra del collo, mediante l’utilizzo di apposite siringhe monouso e sterili.

Non è totalmente indolore, il cane sentirà la puntura, ma così come succede a noi quando ci fanno un prelievo del sangue. Niente di esageratamente doloroso. Non c’è quindi motivo di spaventarvi se sentirete guaire il vostro amico a quattro zampe.

Attraverso il codice di 15 cifre contenuto nel microchip è possibile: identificare il cane, indispensabile nell’ambito delle vaccinazioni come quella per la rabbia, ma anche nei casi di smarrimento o furto; identificare i proprietari, rendendo così più semplice riportare a casa il cane smarrito e prevenire casi di abbandono.

Il microchip, leggibile attraverso un lettore specifico, risulta così utilissimo ai rifugi e ai centri di lotta al randagismo, ma anche ai canili, agli allevatori e alle strutture veterinarie.

Il costo del microchip è in legame al prezzo della visita presso un veterinario, cifra che tende a variare a seconda della città e della regione, o gratuito se applicato presso Servizi Veterinari della vostra Asl di residenza, ma solo entro il secondo mese di vita. Dopo i due mesi, l’ASL chiederà la mora per il ritardo.

Nel caso in cui sul cane fosse presente il vecchio tatuaggio identificativo Asl, se leggibile, non è necessario ricorrere all’applicazione del microchip.

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