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Oggi, 31 maggio, si celebra la Giornata Mondiale senza Tabacco 2013

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco 2013  concentra l’attenzione su un divieto in particolare.

«Gli studi scientifici dimostrano che il divieto totale della pubblicità si traduce in una riduzione del numero di persone che iniziano e continuano a fumare – afferma il comunicato dell’Oms -. E le statistiche mostrano che impedire la propaganda del fumo è uno dei modi più efficaci per ridurne il consumo. Ma la maggior parte dei Paesi non ha leggi che proibiscano in modo generalizzato la pubblicità, promozione e sponsorizzazione del tabacco».

I dati dell’ Oms  parlano chiaro. Il fumo è la prima causa di morte evitabile a livello mondiale e attualmente provoca il decesso di un adulto su 10.

Il fumo infatti uccide quasi sei milioni di persone ogni anno ( le stime sono destinate a salire entro il 2030),  e 600mila sono non fumatori che muoiono a causa di quello passivo.

 L’ Istituto tumori di Milano ha presentato i dati di un esperimento sul fumo passivo nelle spiagge fatto a Vada,  in provincia di Livorno.

“Per l’indagine è stato scelto un indicatore del particolato fine, gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici), una delle componenti più tossiche delle polveri sottili e in particolare di quelle generate dalla combustione del tabacco – dice Roberto Boffi, pneumologo responsabile del Centro Antifumo dell’Istituto -. Le rilevazioni hanno mostrato come il fumo di due sigarette a cinque metri di distanza sottovento può arrivare a produrre dei picchi di IPA fino a sette volte maggiori dei valori di base e più che doppi rispetto alla media di quelli misurati in Piazza Grande a Livorno e generati dal traffico”.

E ancora  “Abbiamo così dimostrato scientificamente che oltre al problema ambientale dovuto ai mozziconi di sigarette lasciati sulle spiagge che per degradarsi impiegano oltre un anno, fumare in spiaggia comporta un problema di salute legato al fumo passivo”.

Dalla ricerca è emerso anche  che il 90% dei bagnanti  esala fumo dai vicini di ombrellone più di una volta al giorno e  il 50% ne è infastidito. Dunque il 60%  sarebbe favorevole  alla creazione delle zone fumatori.

fumare in spiaggia

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