La psoriasi è una dermatite permanente e duratura, colpisce sia gli uomini che le donne, ma è più diffusa nel genere maschile. Può manifestarsi a qualsiasi età. La pelle delle persone si presenta con delle chiazze spesse e arrossate, coperte di squame.

Queste lesioni possono essere di dimensione variabile e colpiscono diverse zone del corpo. In particolare si manifesta su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, la parte bassa della schiena, viso, palmo delle mani e la pianta dei piedi. La psoriasi può interessare anche i tessuti molli della cavità orale e della zona genitale e le unghie delle mani e dei piedi.

Diversi studi hanno messo in evidenza la correlazione tra la psoriasi e il sistema immunitario, in particolare i linfociti T. Queste cellule causano un processo infiammatorio e fanno sì che le cellule della pelle si riproducano in modo anomalo. Questo causa la comparsa delle chiazze e del rossore.

È probabile che questo errore del sistema immunitario sia dovuto a una predisposizione genetica. Varie ricerche hanno infatti dimostrato che una persona su tre, tra quelle affette da psoriasi, ha un parente con la malattia.

Come riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), il rischio per un bambino di sviluppare la malattia è del 41% se entrambi i genitori ne soffrono, del 14 se ne soffre solo uno dei due e del 6 se già ne soffre un fratello o sorella.

Ma tale predisposizione genetica non è sufficiente a far scatenare la malattia. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, la psoriasi di manifesta in seguito a un evento scatenante. I fattori ambientali che incidono sulla comparsa della malattia sono: lesione della pelle di vario genere, come ustioni, scottature solari, cicatrici chirurgiche; traumi, sia fisici che psicologici, come lo stress; infezioni, sopratutto delle alte vie respiratorie e nei pazienti in età pediatrica; alcuni farmaci.

A questi fattori si aggiungono: fumo, obesità, alimentazione scorretta, sindrome metabolica e infezione da HIV.

Psoriasi e disturbi renali : cӏ un legame?

Potrebbe esistere una correlazione tra psoriasi e disturbi renali. E’ quanto emerso da uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Philadelphia. Tale ipotesi non deve però essere interpretata come un allarme, ma come un segnale di attenzione.

Basandosi su analisi compiute su oltre 143 mila pazienti con psoriasi fra i 18 e i 90 anni e messe a confronto con quelle di quasi 690 mila persone sane, hanno potuto constatare qualcosa d’interessante.

Chi , infatti, soffriva di psoriasi, soprattutto in forma grave, aveva maggiori probabilità di sviluppare problemi ai reni di entità variabile, fino a casi in cui era necessaria la dialisi.

Secondo questi risultati, pubblicati sul British Medical Journal, il rischio aumenterebbe in rapporto alla gravità della condizione della psoriasi. Cio’ significa che  maggiore per le forme medie e gravi (fino a due volte più alto), minore per i malati di psoriasi lieve. Tra coloro affetti da una forma moderata o grave, sono i giovani ad essere maggiormente esposti alla possibilità di sviluppare problemi ai reni.

Giovani ammalati

“Sappiamo che la psoriasi è in relazione con una serie di altri disturbi che riguardano la pressione, il fegato, gli occhi (uveite) e la sindrome metabolica – spiega Annamaria Offidani, direttore della Clinica Dermatologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ancona – Il denominatore comune tra tutte queste patologie è l’infiammazione, che sta alla base anche di problemi renali. Per cui si tratta di un’ipotesi valida su cui lavorare.”

È però possibile, spiega ancora Offidani, che le complicazioni ai reni siano il risultato di effetti collaterali legati ai farmaci utilizzati dai malati per curare la psoriasi, da qui la necessità di monitorare attentamente i pazienti ed effettuare analisi per verificare che tali problemi non siano strettamente collegati alle cure.

Ipotesi sottolineata anche dagli stessi ricercatori “Nuovi studi saranno necessari per confermare i risultati ottenuti, individuare i meccanismi che mediano l’insufficienza renale nella psoriasi ed esaminare l’impatto del trattamento per la psoriasi sul rischio di sviluppare una malattia renale cronica.”

Acqua di mare : benefici per la cura della Psoriasi

Il mare non ci regala solo relax e abbronzatura ma, grazie alle proprietà delle sue acque. Esso è in grado di apportare molteplici benefici al nostro organismo.

L’acqua marina ha infatti proprietà antimicotiche e antibatteriche, associate a quella rivitalizzante e detergente della cute. Questo avviene grazie alla presenza di sodio, rame e zolfo, funzioni che la rendono un valido alleato delle persone che soffrono di disturbi dermatologici. Ci riferiamo a   l’eczema, la psoriasi e alcuni tipi di eritemi.

Anche il nostro peso corporeo sembrerebbe subire l’influenza dell’acqua e dell’aria del mare. Entrambi, infatti, sarebbero capaci di dare una scossa al nostro metabolismo, condizione di grande importanza se si è alle prese con la dieta.

Tonifica i muscoli e scioglie le articolazioni

Muoversi nell’acqua tonifica i muscoli e scioglie le articolazioni. Per un effetto migliore, abbinate le camminate nell’acqua a quelle nella sabbia.

Non solo l’acqua ma l’ambiente marino in generale ha ispirato una serie di trattamenti benefici. Basti pensare all’utilizzo delle alghe o della sabbia, ottimi rimedi naturali contro reumatismi, dolori muscolari, cellulite e per un’esfoliazione profonda della pelle.

Famose le cosiddette sabbiature: si fa una buca nella sabbia calda, ci si infila dentro, ci si ricopre completamente, ad esclusione della testa, ovviamente, e si resta così per almeno 20 minuti. Questo trattamento è utile per l’artrosi, le infiammazioni dei muscoli e i problemi alle ossa in generale. Va da sé che è assolutamente necessario trovare sabbia ben pulita.

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