CONDIVIDI

Mangiare sano è un privilegio per pochi? 

Cibo spazzatura. Purtroppo, l’industria non solo si è appropriato del concetto di “buono e gustoso” facendolo diventare un frastuono incolore dolcesalatograsso, tutto uguale, e ha fatto dimenticare a molti, cosa sia davvero un cibo gustoso. 
Si è anche appropriata del concetto di “sano” che è diventato un cibo comunque lavorato, ma in una bustina molto fricchettona, o in una scatoletta molto green, venduto in posti dove si parla sottovoce e sopratutto, e questo è imprescindibile, costosissimo. 
Questo aumento di prezzo è in parte giustificato da filiere diverse rispetto alla grande distribuzione, alla certificazione bio, che in Italia ha prezzi vergognosi (che però non tutelano dalle frodi, anzi) e in piccola parte dalla qualità delle materie prime. 
Il problema è che comunque, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di lavorati, con zuccheri e additivi, quindi prodotti molto lontani dal valore nutritivo ed energetico della materia di origine, e questo perché la richiesta del mercato è spesso di cose “sfiziose”, “coccole”, ghiottonerie.
E il tutto molto veloce, e questo, si paga. 
Il prodotto acquistato con una filiera molto corta è invece un cibo poco lavorato, e che pagheremo per quello che realmente vale, e non moltiplicando i costi per ogni passaggio, ogni imballo, ogni trasporto. 
Per farvi un esempio terra terra (visto che è di terra che parliamo..) la farina di grano, biologica macinata a pietra, ha un costo di poco inferiore ai 2 euro al chilo. 
Ed è un prodotto fantastico, col quale produrre quasi due chili di ottimo pane fatto in casa, (se siete pigri come me, con la macchina del pane, se siete bravi, in forno) divertendovi ad insaporirlo con semini, o con altre farine. 

Prodotti costosi che in realtà valgono poco


E stiamo comunque parlando di un prodotto che costa meno di un pessimo pane bianco di supermercato, ed è un concentrato di energia e nutrienti. 
Ma se poi volete passare una giornata in uno dei tanti mercati contadini, o girate nei siti dei produttori, un pacco di farina come quella nella foto, la potrete pagare meno di 1 euro al chilo (piu chiacchierata con la signora che lo produce, che non ha prezzo), per avere un prodotto eccelso. 
Chicca che mi concedo di rado, ma solo perchè arrivo sempre che sono finite, le pagnottine di farro, eh si queste le pago tanto, 6 euro al chilo, ma è il pane piu gustoso che abbia mai mangiato, e ne basta pochissimo a farmi felice. Poco e buono, è molto meglio che tanto e pessimo.
Questo discorso si può fare per tutti i cibi che portiamo sulla tavola, aumentando l’utilizzo di legumi, buona fonte di proteine, carboidrati, fibre, minerali, di frutta, e optando per la filiera corta anche per carne e pesce magari andando dal contadino, o al porto (potendo), e armandosi magari di un buon surgelatore, o in un negozio di fiducia e fare scorta. Basta dedicare una volta al mese per far scorta di certi cibi, e poi magari scegliere un buon supermercato che abbia prodotti etici, controllati, e andare sempre da quello per le necessità quotidiane, e fare piazza pulita di fruttolini biscottini trastullini che ci fanno ingrassare, ci rendono stanchi e pigri, malaticci, e allora si buttiamo tanti soldi in medici e medicine, e chiedere “ma cos’è che ho?”. Suggerisco io, mangi male.
Inizialmente sarà complicato, si scenderà spesso a compromessi, e va bene, ma piano piano il divario tra cibo sano e a giusto prezzo, e cibo di seconda scelta, sarà evidente sia per il nostro palato che per le nostre tasche, e la scelta sarà obbligata.

E ricordiamo sempre che il cibo a poco prezzo è una illusione, qualcuno il prezzo lo sta comunque pagando, che sia l’ambiente, il bracciante sottopagato, o la nostra salute.

Post Facebook della Biologa Nutrizionista Manuela Navacci 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.