Informazioni sulla pillola del giorno dopo

Tutti sappiamo dell’esistenza della pillola del giorno dopo, ma non sempre si ha una conoscenza chiara del metodo di assunzione, dei suoi effetti collaterali e del modo in cui questo medicinale agisce sull’organismo. Ciò può generare errori e fraintendimenti.

Cos’è la pillola del giorno dopo?

Si tratta di un farmaco utilizzato per la contraccezione post-coitale (o d’emergenza) entro le 72 ore dal rapporto sessuale non protetto. Il principio attivo maggiormente utilizzato è il levonorgestrel, un ormone progestinico contenuto anche in alcune pillole contraccettive tradizionali, presente però in un dosaggio superiore (20-30 volte). La pillola del giorno dopo non deve essere considerato un metodo abortivo: non ha infatti nessun effetto sull’impianto dell’embrione. Questo farmaco non ha il potere di interrompere una gravidanza e non deve quindi essere confuso con la RU-486, nota anche come pillola abortiva. Allo stesso tempo non deve però essere confusa con le normali pillole anticoncezionali: deve essere utilizzata solo come metodo contraccettivo d’emergenza.

Pillole del giorno dopo in commercio

La pillola del giorno dopo è distribuita in Italia sotto il nome di Norlevo e Levonelle. La confezione contiene due pillole contenenti levonorgestrel, da 0,75 milligrammi ciascuna: la prima deve essere assunta il prima possibile, l’altra 12 ore dopo. Questo metodo risulta più sicuro ed efficace del cosiddetto metodo Yuzpe (dal nome del suo ideatore), immesso sul mercato nel 1974 e quasi non più usato: si basa su altissime dosi di progestinici ed estrogeni da assumere due volte a distanza di 12 ore. È ormai considerato un farmaco meno efficace e con effetti collaterali più gravi rispetto alla pillola del giorno dopo a base di levonorgestrel.

norlevo

Come funziona

La pillola del giorno dopo è in grado di arrestare l’ovulazione, di ostacolare il passaggio degli spermatozoi verso l’utero e le tube e di impedire la fecondazione di un ovulo già rilasciato. Ciò non deve portare a considerare tale farmaco come un metodo abortivo, così come si pensava in passato. A tal proposito, è intervenuto l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, specificando che “la contraccezione di emergenza con Levonorgestrel ha dimostrato di prevenire l’ovulazione e di non avere alcun rilevabile effetto sull’endometrio (la mucosa uterina) o sui livelli di progesterone, quando somministrata dopo l’ovulazione. La pillola è inefficace dopo l’annidamento e non provoca l’aborto.” Il farmaco, come chiarito anche Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia e il Consorzio Internazionale per la Contraccezione di Emergenza “non impedisce lo sviluppo dell’embrione (se iniziato)” e quindi “qualunque definizione di gravidanza si utilizzi, non è mai abortivo.”

Efficacia

La sua efficacia è strettamente collegata al tempo che intercorre tra il rapporto sessuale e l’assunzione del farmaco: più lungo è l’intervello, più diminuisce la sua efficacia. Se la pillola viene assunta entro le 12 ore successive al rapporto sessuale non protetto, la sua efficacia sarà massima (99,5%), dopo 12 ore, invece, l’efficacia scende all’85%. Una volta superate le 24 ore, le possibilità di impedire la gravidanza calano al 58%. È quindi importante rivolgersi a un medico il prima possibile, in modo che il contraccettivo d’urgenza possa essere in grado di svolgere la sua funzione.

Controindicazioni

La pillola del giorno dopo non presenta particolari effetti collaterali o controindicazioni. Non sono previste controindicazioni nemmeno per le donne che allattano al seno né in presenza di tumori alla mammella, diabete, malattie cardiovascolari, ipertensione, colesterolo alto, fibromi uterini, disfunzioni alla tiroide. È però sconsigliato il suo utilizzo in caso di sospetta o accertata gravidanza, non perché possa recare danni all’embrione, ma perché la sua efficacia sarebbe nulla e si rischierebbe solamente di appesantire il fegato. Attenzione anche alla concomitante assunzione di determinati farmaci (antiepilettici, antibiotici…).

Effetti collaterali

Sono minimi. I più noti: acne, cefalea, debolezza, nausea, vomito (raro), flusso mestruale più abbondante, ciclo in anticipo, spotting, leucorrea.

Ad ogni modo, l’assenza di gravi controindicazioni o di particolari effetti collaterali, non deve spingere a un utilizzo smodato della pillola del giorno dopo: non deve essere assunta abitualmente o con leggerezza. Il rischio è infatti quello di influire negativamente sul fegato, aumentando le possibilità di intossicazione.

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