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Pigrizia o depressione?

Ci capita spesso di utilizzare impropriamente il termine depressione, definendoci depressi quando in realtà siamo semplicemente vittime della pigrizia. Ma anche questo stato d’animo non deve essere sottovalutato, in quanto porta con sé i germi della depressione. Intervenire prima che la situazione degeneri è quindi di fondamentale importanza.

Depressione e pigrizia: le differenze

Il depresso non sta bene, è malato, soffre per la sostanziale perdita di energia e voglia di vivere, vede che gli altri fanno, si muovono, vivono, mentre lui sta fermo, immobile, si sente impotente, e questo lo turba profondamente.

La persona pigra, invece, non sta male. Certo, non è felice, ma il confronto con gli altri non crea alcun conflitto interiore.

Cullarsi nel dolce far niente è una sua scelta. Ed è qui che è sita la differenza principale tra pigrizia e depressione: il senso di compiacimento generato dalla passività del modo di vivere. Il pigro sta bene nella sua condizione, a volte tenta di darsi una scossa ma non dura a lungo e può riguardare solo alcuni ambiti, come il lavoro.

Tutto ciò che non rientra nella sfera del dovere, come vita sociale, affettiva e personale, non comporta in lui nessun obbligo di fare.

Dalla pigrizia alla depressione

Sprofondare per troppo tempo nell’apatia, però, può essere rischioso. Possiamo infatti dire che il cervello, attraverso la pigrizia, manifesta il rifiuto per determinate cose non più compatibili con la nostra vita, spronandoci ad attuare delle modifiche per rivitalizzarci. L’individuo, però, invece di ascoltare questo messaggio, continua a crogiolarsi nella pigrizia, finendo per naufragare nella depressione. Nella persona depressa prevale il pensiero pessimistico e l’umore è sempre molto basso; si manifestano spesso sensi di colpa e autosvalutazione; le cose perdono di significato; la stanchezza impedisce di fare anche ciò che piaceva di più.

Come uscire in tempo dalla depressione

Il rinnovamento e la ricerca di nuove passioni rappresentano la soluzione per uscire da questo circolo vizioso.

Apportare dei cambiamenti, anche minimi, può donarci nuova linfa vitale, riscoprendo pian piano la voglia di vivere. Osservare persone e situazioni con occhi diversi, può far riemergere energie sepolte e far ritornare la voglia di fare.

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