In questi giorni il settimanale Tv Sorrisi e Canzoni ha realizzato varie interviste ai Big che parteciperanno al serale di Amici 11, una sorta di accompagnamento verso la prima puntata che avrà luogo domani alle 21.10 su canale 5.

Tra gli intervistati c’è anche Pierdavide Carone che partecipò alla nona edizione del talent di canale 5.  Il cantautore rivela i motivi che l’hanno spinto a tornare ad Amici, il primo si chiama Maria De Filippi “Se ho accettato di sottopormi a questo esame è per non rinunciare alla possibilità che ancora una volta questa grande donna dà a chi, come me, cerca di farsi spazio nella discografia. In un momento poi in cui la definizione di discografia è quanto mai aleatoria.

Il secondo è Lucio DallaEro a Sanremo quando è arrivata la proposta di Maria. Io ho detto subito di sì, ma poi ho chiesto un parere a Lucio. E lui mi ha detto: ‘Se non ci vai sei uno psicopatico’. Una risposta laconica.

Durante la prima parte dell’intervista, Pierdavide preferisce non nominarlo, parla di lui come “il suo direttore d’orchestra” e racconta come ha deciso di omaggiarlo “Il miglior omaggio sarebbe riuscire a renderlo orgoglioso di me in qualsiasi cosa io possa cimentarmi, non solo qui ma anche nella vita. E spero di poter cantare i brani che ho inciso con lui riuscendo a percorrere e a trasmettere al pubblico il filo conduttore dell’album.

Sabato 3 marzo, il giorno prima del funerale di Dalla, Pierdavide aveva aperto la puntata di Amici con una toccante esibizione: lui, da solo, con lo studio totalmente vuoto, aveva dedicato al suo “direttore d’orchestra” la canzone Ayrton “In quei giorni con me Maria è stata molto discreta e molto sensibile. Ha assecondato la mia volontà di cantare a teatro vuoto, altrimenti non ce l’avrei fatta, la ferita era troppo fresca. Eravamo solo io, la chitarra e il cameraman. E ha lasciato che cantassi un brano non scontato, non così popolare, ma che rispecchiava il mio stato d’animo. Cantando di Senna ho cantato di Lucio e non mi sono preoccupato della qualità, della tecnica. Ho cantato lui, per lui e per me, cercando di esorcizzare tutto quello che stava succedendo. Non mi sono nemmeno riascoltato.”

Un ragazzo umile, timido, con una grande sensibilità e un grande cuore: l’avevamo conosciuto così Pierdavide e ci fa piacere ritrovarlo esattamente allo stesso modo, senza essere cambiato di una virgola. Quel Sanremo vinto come autore nel 2010 con Per tutte le volte che, portata sul palco dell’Ariston da Valerio Scanu, avrebbe potuto fargli montare la testa, invece no, è rimasto lo stesso ragazzo di sempre, con quell’aria un po’ stralunata che suscita una grande tenerezza.

Ammette di essere in ansia per questa nuova avventura “La stessa che si prova ogni volta che si va a proporre qualcosa di strettamente personale. È un’ansia che devo domare per canalizzarla verso la positività.”

Se ci fosse stata la possibilità di portare a 10 il numero dei Big, non ha dubbi su chi avrebbe scelto: Enrico Nigiotti “Enrico, perché lui è mio fratello. Non riusciamo a vederci quanto vorremmo, ma ci sentiamo. Io so che c’è, lui sa che ci sono. Perché i rapporti veri e consolidati non si perdono nel momento in cui si spengono le luci.

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