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piercing alla lingua, età minima per fare un piercing, cosa fare in caso d'infezione, come disinfettare ed evitare il rigetto

Con il termine piercing si fa riferimento alla tecnica del perforare alcune parti del corpo, con lo scopo di introdurre alcuni oggetti di varie tipologie e materiali (solitamente viene utilizzato il metallo, ornato con pietre o pendenti).

Tra i più popolari, oltre quello all’orecchio, al naso, al sopracciglio e all’ombelico c’è sicuramente il piercing alla lingua.

Ma prima di presentarvi nel dettaglio la procedura, scopriamo alcuni accenni storici!

Piercing Origini e Storia

Pensate che le origini dei piercing risalgono al periodo preistorico. Nelle società che possedevano un’omogeneità culturale o linguistica (le cosiddette tribù) venivano effettuati diversi rituali, con lo scopo di approfondire il senso di appartenenza.

Pertanto, per rendere palese il rapporto del singolo individuo con il gruppo, si praticavano sul corpo dei segni o delle perforazioni.

I piercing ad esempio, rappresentavano un vero e proprio biglietto da visita. Chiaramente essi erano molto differenti da quelli attuali, poiché alcuni materiali non erano ancora stati scoperti.

Tuttavia, le zone del corpo coinvolte erano più o meno le stesse.

Spostandoci nel caso specifico del piercing alla lingua, possiamo affermare che le prime testimonianze di questa pratica risalgono ai tempi delle civiltà precolombiane: Maya, Atzechi e Inca.

Dal punto di vista storico, stiamo parlando del 2000 a.C., un’era molto lontana da noi. Cosa significava per loro il piercing alla lingua?

Stando ad alcuni ritrovamenti e leggende, essi effettuavano tale rito per indicare il grado di gerarchia nella scala sociale. Ma non solo: sembrerebbe che lo scopo fosse anche religioso, creando così uno stato di alterazione di coscienza basato sull’interazione tra gli dei, il sacerdote e lo sciamano, portavoce degli spiriti.

Simili pratiche furono scoperte nel Medioriente, in particolar modo tra i fachiri e i sufi. L’obiettivo però era differente: non si voleva stabilire dei ruoli nella comunità ma semplicemente una condizione psicofisiologica caratterizzata da perdita della coscienza, insensibilità agli stimoli esterni, dissociazione psichica e tanto altro ancora (comunemente noto come stato di trance).

Età minima per fare un piercing

Nell’età contemporanea, il piercing alla lingua è apparso intorno agli anni ’80 in America, precisamente a Los Angeles. Qui, una donna dal nome Elayne Angel, aprì uno studio di piercing, riscuotendo un enorme successo.

Alcuni anni dopo, il piercing alla lingua si diffuse in tutto il mondo, specialmente in Europa.

Oggi, è uno dei più gettonati dagli adolescenti, i quali lo reputano un simbolo per mettersi in mostra o semplicemente come gesto di sensualità. E’ unisex ma stando a delle statistiche, viene scelto maggiormente dalle donne.

A questo punto, ci si chiede: qual è l’età minima per fare un piercing?

Essendo una pratica che comunque potrebbe comportare una serie di conseguenze, è chiaro che non sia adatta a tutti liberamente. Stando al disegno di legge n.308 e in particolar modo all’articolo 4, riguardante i piercing e i divieti, “è vietato eseguire tatuaggi e piercing sui minori di diciotto anni, senza il consenso del genitore o del tutore”.

Il documento, oltre all’autorizzazione contiene il “consenso informato” in cui vengono spiegate tutte le possibili complicazioni che potrebbero verificarsi in seguito alla pratica, liberando allo stesso tempo il professionista da ogni tipo di responsabilità.

Escludendo i lobi delle orecchie (che non richiedono particolari requisiti, in quanto simili agli orecchini), per sottoporsi all’installazione di un piercing , bisogna aver compiuto i 16 anni.

Inoltre, nel documento viene specificato il tipo di piercing prescelto e si va a firmare per quel caso. Se il minore dovesse cambiare idea (e ad esempio scegliere il piercing alla lingua rispetto al naso), sarà necessario compilare una nuova autorizzazione.

Se i genitori non dovessero essere favorevoli, il minore dovrà per forza attendere il compimento dei 18 anni. C’è da dire però, che esistono piercer farlocchi, i quali effettuano il tutto in maniera clandestina, utilizzando una serie di strumenti che non sono affatto idonei alle norme legate alla salute.

Non conviene affatto rischiare: nel caso in cui si venisse scoperti, ci si sottoporrà a gravissime sanzioni.

Come si fa?

Prima di effettuare un piercing alla lingua, bisogna selezionare accuratamente lo studio apposito.

Questo perché è importantissimo rivolgersi a gente esperta, competente e con esperienza. Inoltre, deve possedere un’abilitazione e una strumentazione a norma. Il costo, non dev’essere rilevante: meglio spendere qualcosa in più con la certezza di ottenere un servizio idoneo che risparmiare e andare incontro a spiacevoli conseguenze.

Il giorno dell’appuntamento, è preferibile presentarsi a stomaco pieno. Questo perché molto probabilmente in seguito alla procedura, vi verrà chiesto di assumere soltanto liquidi per un paio di giorni (perché piccole parti di cibo solido potrebbero infiltrarsi all’interno della lingua e causarvi infezioni).

Una volta arrivati nello studio, il piercer chiederà di accomodarvi e farà un piccolo controllo alla lingua. Valuterà ad esempio la posizione delle vene che ovviamente non dovranno essere minimamente intaccate nel momento in cui si andrà a bucare.

Individuato il punto più idoneo, egli lo marcherà con un pennarello e cercherà di tener ferma la lingua attraverso una pinza aperta all’estremità (forcipe). Successivamente, effettua il foro attraverso un ago a cannula, che verrà estratto nel momento in cui inserirà il piercing privo di palline. Quest’ultime, saranno fissate nella fase finale.

Fa male?

Stando alla descrizione, molti di voi penseranno che si tratti di un “intervento” abbastanza fastidioso. In realtà, il piercing alla lingua, si svolge nel giro di pochi minuti ed è forse uno dei meno invasivi.

C’è da dire però, che la soglia di sopportazione del dolore è del tutto soggettiva.

Pertanto, esiste chi preferisce sottoporsi ad anestesia, la quale può essere effettuata in diversi modi: con degli spray appositi o con delle creme (venduti solo ed esclusivamente tramite prescrizione).

E’ bene specificare che i piercer non sono assolutamente abilitati a praticare l’anestesia locale, né endovena, né muscolare. Non è affatto consentito dalla legge. Solo i medici possono praticarla.

Piercing: cosa fare in caso d’infezione

In teoria, le procedure di piercing non presentano particolari effetti collaterali. Ma in rari casi o quando ci si affida ad una persona poco competente, potrebbero verificarsi delle infezioni.

I sintomi che fanno pensare a tale fenomeno sono: forte dolore, rossore, gonfiore, senso costante di calore e fuoriuscita di pus.

Essi sono i più classici. Ma tra gli altri rischi troviamo il sanguinamento, le reazioni allergiche (dovute ai materiali utilizzati) e le ferite impreviste.

A questo punto, sarà bene rivolgersi ad un medico, il quale vi consiglierà dei farmaci per la cura. Se trascurata, l’infezione potrebbe trasformarsi in qualcosa di più preoccupante (ad esempio ascesso) e richiederà un pronto intervento chirurgico.

Mai pensare di togliere il piercing in maniera autonoma, perché potreste davvero farvi del male.

Piercing: come disinfettare ed evitare il rigetto

Le infezioni standard verranno curate attraverso l’applicazione di creme antibiotiche nell’area interessata, antibiotici in pillole o bustine, utilizzo di sostanze disinfettanti accompagnate dall’immersione in acqua tiepida.

Ricordiamoci che la lingua è una delle parti più soggette a batteri e non va affatto sottovalutata. Tuttavia, per una corretta disinfezione, che vi consentirà di evitare il rigetto, basta seguire alcuni step che vanno ripetuti quelle 4-5 volte al giorno. Scopriamo i tre più comuni!

Risciacquare la bocca dopo i pasti

Non appena finite di mangiare, procedete con la pulizia della bocca. Prendete un collutorio per uso medico, ponetelo nell’apposito misuratore e versatelo in bocca (mi raccomando, non dovete deglutirlo). Lasciate agire per un paio di minuti e risciacquate. E’ importante effettuare questa procedura più volte al giorno, specialmente durante il periodo iniziale di rimarginazione (di almeno un mese).

Nel caso in cui non doveste disporre del collutorio per uso medico, optate per quelli classici (che trovate nei supermercati) che però non dovranno essere assunti in maniera pura ma diluiti con un po’ d’acqua perché potrebbero recarvi forte bruciore.

Utilizzare una soluzione salina

Per soluzione salina (o soluzione fisiologica) si intende un concentrato di cloruro di sodio in acqua purificata. Potete acquistarla sia in commercio che prepararla a casa nel seguente modo:

Basta mettere mezzo cucchiaino di sale fino (preferibilmente non iodato ma grezzo), in una tazza di acqua. Mescolate per bene e riponete il composto in un pentolino sul fuoco. Fate riscaldare per qualche minuto (assicurandovi di non portare il tutto ad ebollizione). A questo punto, avrete ottenuto una soluzione salina sterile ma soprattutto pura.

Essa è utile per tantissime infezioni ed irritazioni.
Nel caso del piercing alla lingua, è preferibile prendere un cotton fioc, inumidirlo nella soluzione salina e passarlo vicino al piercing. Si tratta di una procedura abbastanza delicata: pertanto, effettuate dei movimenti lenti e poco invasivi.

Applicare il ghiaccio

Nei giorni successivi all’operazione, può capitare che la vostra lingua si gonfi.
Proprio per questo, il piercer applica un gioiello dal bastoncino più lungo che verrà cambiato in un secondo momento.

Il gonfiore è normalissimo ma se trascurato, potrebbe generare una grave infezione. Onde evitare tale problematica, è bene prendere dei cubetti di ghiaccio (dalle piccole dimensioni) e tenerli per un po’ sull’area interessata. E’ uno dei metodi naturali più efficaci.

Prevenire le infezioni

Possibili infezioni alla lingua possono verificarsi in seguito a delle scorrette abitudini quotidiani. Pertanto, è bene prevenire seguendo una serie di consigli, sia naturali che artificiali. Eccone alcuni:

  • Spazzolare il piercing delicatamente, per evitare la formazione della placca
  • Assumere soltanto cibi liquidi, nelle 48 ore successive alla procedura
  • Mangiare lentamente, per evitare eventuali rotture del piercing o lesioni ai denti
  • Non utilizzare il collutorio puro ma optare per quello ad uso medico
  • Acquistare un nuovo spazzolino e riporlo sempre in un ambiente sterile

E poi:

  • Tamponare lentamente del sale marino sul piercing
  • Non praticare sesso orale, in quanto aumentereste il rischio di infezioni
  • Se possibile, evitate il fumo e l’alcol
  • Non bere con la cannuccia ma prediligere il bicchiere
  • Pulire la bocca sì, ma non in maniera ossessiva
  • Non toccare il piercing con le mani sporche
Alimentazione da seguire

Nel momento in cui vi sarà consentito nuovamente di mangiare cibi solidi, sarà importante scegliere i giusti alimenti, in modo tale da non compromettere il processo di guarigione.

Di conseguenza, sarà meglio evitare tutto ciò che è croccante o che si sbriciola in minuscole parti (ad esempio crackers, patatine e pop corn), perché potrebbero inserirsi nel buco del piercing, gonfiare ulteriormente la lingua e causare infezioni.
Per non parlare dei cibi piccanti e speziati: no a peperoncino, curry e altre spezie che peggiorerebbero la situazione.

Sconsigliate anche le bibite gassate: la coca cola in primis, perché contiene un grosso quantitativo di zuccheri. Dite sì a gelati, granite, yogurt e tutti quei cibi freschi che doneranno sollievo alla vostra lingua. Allo stesso tempo, cercate di non assumere pasti bollenti, caffè compreso. E’ meglio consumarli a temperatura ambiente.

No alle gomme da masticare, agli alcolici, alle caramelle e a tutti quegli alimenti ricchi di zuccheri.

Rimozione del piercing

Sono tante le persone che dopo un lungo periodo decidono di rimuovere il piercing. Si tratta di una procedura che potrebbe anche essere svolta in maniera autonoma ma è altamente sconsigliata.

Di conseguenza, è bene rivolgersi a un esperto, il quale eseguirà l’operazione rispettando tutte le norme legate alla sicurezza e alla pulizia. Le mani ad esempio, dovranno essere disinfettate e ricoperte da dei guanti in lattice usa e getta.

Per la rimozione del piercing, basta svitare la parte superiore ed estrarre il corpo delicatamente. A questo punto, dovrete immediatamente disinfettare la parte bucata attraverso una soluzione salina, che andrà a togliere eventuali residui di cibo o croste. In alternativa, utilizzate acqua tiepida e sapone antibatterico. Asciugate il tutto con una garza sterile (e mai con il classico asciugamano).

Ciò implica, nei giorni successivi, una costante e attenta pulizia, cercando di utilizzare sempre dei prodotti antibatterici. Se dovessero presentarsi delle complicanze, rivolgersi immediatamente al medico.

In meno di un mese la lingua dovrebbe ripristinarsi. Tuttavia, è importante non sottoporsi all’inserimento di nuovi piercing (nello stesso punto) nel giro di poco tempo.

Normative sui piercing

Nel disegno di legge n.771 della diciassettesima legislatura, sono segnate una serie di leggi legate ai piercing (e ai tatuaggi).

Oltre alla spiegazione dell’oggetto in questione, vengono spiegate le normative sui requisiti di formazione per l’esercizio dell’attività di piercing, la segnalazione certificata di inizio attività, vigilanza e controlli, sanzioni, consenso informato e tanto altro ancora.

Ecco alcuni esempi per la sezione “obblighi e divieti”:

  • È vietato eseguire tatuaggi e piercing sui minori di diciotto anni senza il consenso di uno dei genitori o del tutore, ad esclusione del piercing al lobo dell’orecchio.
  • È vietato eseguire tatuaggi e piercing sui minori di quattordici anni, ad esclusione del piercing al lobo dell’orecchio.
  • È vietato eseguire il piercing al lobo dell’orecchio sui minori di quattordici anni, senza il consenso di uno dei genitori o del tutore.
  • I piercing eseguiti sul viso devono essere di dimensioni tali da non ostacolare l’esatta identificazione della persona.

E poi:

  • Per le attività di tatuaggio e piercing eseguite in forma ambulante o in ambito di fiere, raduni, convegni o manifestazioni pubbliche comunque denominate, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 10.
  • È vietato l’esercizio delle attività di tatuaggio e piercing senza il possesso dei requisiti formativi previsti dall’articolo 2.
  • Le attività finalizzate alla rimozione dei tatuaggi possono essere praticate esclusivamente in strutture sanitarie da parte di personale medico.
Idoneità dei piercing

La legge italiana ha specificato anche una serie di regole sugli strumenti che il piercer dovrà utilizzare:

  • I prodotti non devono contenere o rilasciare le ammine aromatiche
  • I prodotti non devono contenere le sostanze coloranti
  • I prodotti non devono contenere sostanze cancerogene, mutagene e tossiche
  • I prodotti devono essere conformi alle massime concentrazioni di impurezze
  • Lo strumentario utilizzato per le pratiche di piercing deve garantire la sterilità e deve essere biocompatibile.
Piercing alla lingua: quali scegliere

Come vi abbiamo accennato in precedenza, i piercing differiscono a seconda del materiale (ma anche per forma e dimensione).

I più comuni sono quelli in acciaio chirurgico e inox, solo che si consigliano su piercing già guariti, in quanto contengono il nichel. La sua presenza, spesso può causare allergie.

Se appena fatti, è preferibile sceglierli in titanio. E’ un materiale costoso ma che vi riduce notevolmente il rischio di infezioni: inoltre è più leggero e resistente rispetto all’acciaio.

Infine, ci sono quelli in oro che vanno bene sia per i piercing nuovi che quelli già esistenti da tempo.

Diffidate da tutti quei materiali sconosciuti e fuori norma di legge.

Ricordatevi sempre di rivolgervi a centri specializzati e di non mettervi nelle mani del primo piercer che vi capita solo perché ve lo ha consigliato qualche amico o parente.

Mai andare a fiducia: con la salute non si scherza.

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