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L’attenzione oggi si focalizza su un particolare tipo di pesce, molto piccolo, abitante della barriera corallina che, per difendersi dagli attacchi inietta un veleno, simile all’eroina, con i suoi denti affillati.

Questa scoperta potrebbe contribuire in modo non poco significativo alla ricerca, in quanto il velenno, che è stato iniettato in topi da laboratorio, ha potuto appurare la loro riduzione del dolore. La ricerca è stata pubblicata su Current Biology e la scoperta si deve al gruppo di sperimentazione guidato da Bryan Fry

Ciò che ad oggi si sa di questo pesce è che appartiene alla famiglia dei Blennidi, misura circa 5 cm e viene soprannominato, a causa dei suoi lunghi canini, “pesce dai denti a sciabola”. Il capo del gruppo di ricerca ha affermato: “È uno dei pesci più interessanti che abbia mai studiato e produce il veleno più intrigante di tutti, chimicamente unico. I composti oppioidi, che agiscono come l’eroina e la morfina, inibiscono il dolore piuttosto che provocarlo“. Da quello che aggiunge, inoltre, le sostanze presenti all’interno del veleno del pesce, sono molto simili a quello del veleno della lumaca assassina.

Queste sostanze, dunque, a differenza degli altri veleni, non provocano dolore, bensì lo riducono di gran lunga. 

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