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Ci sono delle novità che riguardano le pensioni per le donne e per le tipologie di ape sociale.

Infatti con i nuovi decreti introdotti si potrà raggiungere la pensione in anticipo; considerando le ultime modifiche della legge di bilancio per il prossimo anno.

Anche per il 2020 è confermata l’opzione donna e l’ape sociale; questo decreto vuole andare incontro a tutte le donne che intendono andare in pensione in anticipo.

Per il momento la procedura di conferma del decreto sembra avviata, anche se bisognerà attendere ancora i tempi canonici previsti dalla legge.

Per quanto riguarda invece la quota 100, al momento non ci sono variazioni e quindi rimane quello che valeva nel 2018.

Come abbiamo detto l’ape sociale prosegue per il prossimo anno; in particolare si parla di pensione in anticipo che è riservata a determinate categorie.

Come ad esempio tutti i lavorat0ri che hanno 63 anni e 30 anni di versamenti dei contributi.

In questo caso il vantaggio è concreto e rispetto a prima, queste categorie di lavoratori vedranno migliorare la propria posizione.

In particolare ci sono i lavoratori che prestano assistenza a un parente, marito o moglie che hanno un handicap di primo grado.

Cos’è e come richiederla

Tutte quelle persone poi che hanno subito una diminuzione della competenza professionale e che possono contare su 30 anni di contributi.

Tutti i lavoratori che hanno accumulato 36 anni di contributi e che hanno fatto lavori usuranti.

Infatti nel caso dei lavoratori che hanno svolto delle mansioni usuranti il discorso è diverso e prevede un approccio differente.

Troviamo poi i disoccupati per dimissioni per giusta causa, per essere stati licenziati oppure per risoluzione consensuale, o ancora per non aver avuto il rinnovo del contratto a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda poi l’ape sociale rivolta ai soggetti femminili, per ogni figlio a carico viene aggiunto un anno di contributi.

Il massimo di anni che si possono aggiungere sono due, uno per ogni figlio a carico.

Chi può richiederla

Ci sono ancora acuni fattori che devono essere rettificati, ma per il momento almeno per il 2020, tuti i lavoratori potranno contare sulla riconferma di quanto era stato stabilito lo scorso anno.

Per le pensioni rimangono i 67 anni di età con 42 anni di contributi; ci sono novità anche sulla nuova valutazione degli assegni.

Sempre per quanto riguarda l’opzione donna, parliamo di tutte le lavoratrici che possono contare su 35 anni di contributi e 58 anni di età.

Si tratta si un buon passo avanti rispetto a quello che non si era raggiunto con i decreti precedenti.

Per arrivare alla pensione viene applicato il concetto della formula contrivutiva; si conferma per il 2020.

Questa riforma investe oltre 10 mila lavoratrici che presentano le caratteristiche sopra descritte.

Inoltre, se parliamo di ape sociale, ci sono anche i lavoratori che hanno 63 anni e 30 anni di contributi, che potranno contare sul nuovo decreto introdotto.

Rientra nell’ape sociale l’opzione di ape volontario, che vede dei cambiamenti a partire da gennaio 2020.

Anticipo economico con 20 anni di contributi

Dal nuovo anno infatti decade la possibilità di ricevere l’anticipo economico per la pensione in anticipo con 63 anni e 20 anni di contributi.

L’ape volontaria riguardava sia i lavoratori autonomi, che i dipendenti d’azienda; per il prossimo anno si prevede un’interruzione dell’ape volontaria.

In questo senso si tratta putroppo di un passo indietro rispetto a prima; questa azione probabilmente è una conseguenza delle novità introdotte in termini di opzione donna e ape sociale.

Indubbiamente lo scenario delle pensioni è sempre complicato e in molti casi è difficile equilibrare l’organizzazione dei decreti.

Infatti questo spesso porta a dei rallentamenti in termini burocratici, che vanno a gravare sui lavoratori autonomi e dipendenti.

In altre parole, in molti casi è difficile calcolare bene i requisiti per accedere all’ape sociale e all’opzione donna.

Per il momento è arrivata la conferma per il prossimo anno, per queste due opzioni, anche se nella pratica, bisognarà ancora fare chiarezza.

Ape sociale e volontaria

è importante fare le dovute distinzioni tra ape sociale, che vi abbiamo descritto in precedenza e ape volontaria.

Infatti l’ape volontaria prevede l’erogazione di denaro da parte dello stato, che recupera il prestito, con delle rate.

Queste rate vengono prese dalla pensione, quando il lavoratore va in pensione anticipata; in molti casi si prevede un periodo di rientro di vent’anni.

Con questo finanziamento è possibile ricevere un credito che può consentire di andare in pensione con qusi quattro anni di anticipo.

Questo consente di non lavorare per quasi quattro anni e ricevere un sostentamento economico, in attesa di ricevere l’ape sociale.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti di aziende private, si può accedere all’ape volontario e allo stesso tempo firmare un intesa di ape aziendale.

In questo modo il datore di lavoro versa dei contributi al dipendente, riservati alla pensione del dipendente.

Tramite questo accordo individuale, non sono necessari i sindacati, per consentire un aumento della pensione prevista per il dipendente.

Inoltre si abbassa anche la rate del finanziamento; questo accordo si può onorare fino a 43 mesi.

A partire dal momento della firma, il datore di lavoro si impegna a versare più contributi e in questo modo, quando il dipendente accede alla pensione, potrà contare su una rata più bassa, del finanziamento per l’ape sociale.

Quota 100

Anche la quota 100 non sembra aver subito alcuna modifica da parte dello stato; in questo caso la pensione si raggiunge con gli stessi requisiti dello scorso anno.

Lo ricordiamo, sono previsti 38 anni di contributi e 62 anni di età, mentre per quanto riguarda la pensione normale, sono riconfermati i requisiti di sempre.

In altre parole bisognerà avere 67 anni per accedera alla pensione di anzianità classica, che è stata confermata dal ministero dell’economia.

In questo caso, almeno per il momento non sono previste ulteriori modifiche in materia di pensione di anzianità.

Pensione di anzianità resta invariata

Mentre per chi vuole accedere alla pensione anticipata lo scenario è diverso; parliamo di 42 anni e 10 mesi di contributi.

Questo requisito è valido ancora per sette anni e riguarda una variazione della quota 100, per i lavoratori autonomi e dipendenti.

A partire dal prossimo anno ci saranno quindi molte novità, che aiuteranno i soggetti che possono accedere all’ape sociale e all’opzione donna.

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